I Bootleg dei Pink Floyd: un immenso archivio Live


Il termine discografico “bootleg” indica le registrazioni “pirata” di concerti live immesse sul mercato perlopiù in formato vinile. Anche se oggi esistono numerose registrazioni amatoriali in video, il Bootleg è apprezzato soprattutto per l’immenso archivio che rappresentano per il mondo musicale che va dagli anni ’60 alla fine del secolo scorso.
Nonostante la qualità di registrazione sia il più delle volte pessima, gli appassionati apprezzano queste produzioni per quanto rappresentano dal punto di vista documentario.
L’origine del nome – bootleg – pare derivi dalla facilità con cui i fan nascondevano gli apparati di registrazione (di solito tape-recorder) nei loro stivali, appunto.

Nella loro carriera i Pink Floyd hanno tenuto più di 1.300 concenti. Di questi, oltre 350 sono stati registrati abusivamente. E’ la band che risulta ai primi posti anche nella classifica dei Bootleg.

Una di queste produzioni amatoriali” è “Pink Floyd – Crackers – Damn Braces: Bless Relaxes – The Entire 1972 Hollywood Bowl Concert“.

Come riporta la didascalia sulla copertina “è stato registrato il 22 Settembre 1972, con una luna piena e un cielo sorridente, al concerto tenuto all’Hollywood Bowl.”

Il bootleg è composto da tre vinili:

DISCO 1
A1 – Breathe
A2 – On the run
A3 – Time – including Breathe (Reprise)
A4 – The great gig in the sky
B1 – Money
B2 – Us and them
B3 – Any colour you like
B4 – Brain damage
B5 – Eclipse

DISCO 2
A1 – One of these days
A2 – Careful with that axe, Eugene
B1 – Echoes

DISCO 3
A1 – A saucerful of secrets
B1 – Set the controls for the heart of the sun

La prima traccia “Breathe” è stato sostituita con un’altra versione dal vivo perchè, come sempre correttamente riportato sulla copertina del set, a causa “to unfortunate flaws in the original HollyBowl tape”.

Una lista esauriente dei bootleg dei Pink Floyd è pubblicata nella versione in inglese di Wikipedia.