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Bunny Slap





Reggaelized it
a cura di Dr.Blues
Federica FontanaRagazzi, l'incredibile si è ripetuto: Michelle Hunziker mi ha telefonato...e dopo qualche minuto anche Federica Fontana, la Canalis, persino Maddalena Corvaglia!!!
Il dramma è che mi sono trovato Loredana Bertè fuori da casa mia!!!! Ed era notte...

<E la Bèrte bussò, alla porta del Bluus;
Lei gli disse qualcosa, lui rispose: “MA SEI SCEMA?!?!”>

Pensate un attimo alla Bertè di oggi (anche a quella di ieri...), che vi arriva da dietro, oppure vi suona alla porta e voi aprite....shock anafilattico...

Gioie e dolori del mestiere di dispensatore di consigli musicali, avvolto in una nube di mistero, arroccato nella mia umile dimora settecentesca (arridaje...), colto da innamoramento virtuale per Beyoncè, la Hunziker, Nicole Kidman e mille mille altre...ma d'altra parte, è umano: sono li apposta per essere amate, invidiate, guardate e fotografate...e ti arriva la Bertè...

Oggi però voglio dedicare un intero editoriale ad un maestro incontrastato di un genere musicale che viene irrimediabilmente collegato al suo massimo interprete e viceversa, a confermare il legame musicale creatosi: Bob Marley ed il Reggae.

Ascolto sempre con piacere i dischi del grande Bob, un uomo legato alla sue origini, alla sua terra (ed alle sue droghe...), la Jamaica, alla sua religione ed al mondo che lo circondava. Un “ometto” apparentemente piccolo ed inutile che aveva (e che forse ancora ha) un magnetismo unico ed incredibile.

Peter ToshFin dagli esordi con Peter Tosh e l'amico Bunny, si era capito che questo ragazzo del 1945 che oggi avrebbe (ben) 61 anni sarebbe stato in grado di dare una svolta alla musica Jamaicana, traendo spunto dalla tradizione ma rielaborandola. Le ritmiche isolane rallentano, il groove gioca in ritardo, il dondolio viene naturale e con il passare del tempo il reggae diventa un genere e Bob Marley il suo profeta.

Ancora oggi, in qualunque radio (eccezion fatta per “Radio Italia solo musica italiana”...) potete ascoltare decine e decine di brani o rivisitazioni del capellone jamaicano come No Woman No Cry, I Shot the Sherif, Could You Be Loved, Jamming, Get Up Stand Up, Is This Love, Exodus, Buffalo Soldiers che hanno ancora un calore ed un freschissimo senso di coinvolgimento.

La sua voce è inconfondibile ed i suoi pezzi pure: una pietra miliare nella storia del Rock, inteso come un unico calderone dove a fiamma lenta vengono rimescolati tutti i generi che non sono “classica”, “jazz”, “lirica”...

Apparentemente distante mille miglia da quello che si può definire un genere pop, il reggae entra nelle classifiche con i suoi messaggi religiosi o indipendentisti, di consapevolezza e razziali. Bob Marley diventa un simbolo oltre, al di la della religione, solo per la sua musica coinvolgente ed amabile.

Ovvio che 2 ore passate ad ascoltare Reggae possono stancare i più (vero Dr. Fusion??), ma concentriamoci soprattutto su Bob Marley e sulla SUA produzione.
Il “dis-consiglio” di oggi è quindi “Legend”, una raccolta fatta 3 anni dopo la morte del folletto rasta avvenuta nel maggio del 1981 per un tumore. Aveva solo 36 anni...

Bob Marley. Legend – 1984 – Island Records“Legend – 1984 – Island Records” contiene tutte le sopracitate tracce, ed essendo una raccolta non può contenere cose brutte per ovvi motivi di mercato!!
Impossibile che non abbiate mai sentito Bob Marley ed è quasi impossibile che non abbiate nulla in “archivio” del cantante jamaicano.
Se lo avete scartato a priori rivalutatelo, se lo avete cestinato, ricompràtelo...

Lasciando da parte i proclami cantati nelle sue canzoni, accompagnato come sempre dai fedeli “Wailers”, Bob Marley riesce a rilassare l'atmosfera, ad unire i gruppi più eterogenei, a dissimulare le diversità apparenti, ad unire sotto un'unica cupola musicale milioni di persone. Probabilmente se fosse ancora vivo avrebbe già detto di tutto e di più, ma come tutti i miti, la sua leggenda continua, il suo fascino resta immutato, aleggiando in ogni dove, sventolando su anomale bandiere negli stadi di calcio, su spille e fregi scampati agli anni '80, tra i dischi di improbabili critici musicali gratuiti come il sottoscritto.
Buon ascolto!

Ciaociao
 
Dr.Blues
20/11/2006
 
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