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Musicista Gentiluomo
a cura di Dr.Blues
Centro CommercialeNatale è passato; viva il Natale.
Una ricorrenza ormai consumistica all’eccesso, storpiata nel significato religioso e stravolta in una triste e lagnosa caccia al regalo, che se non lo fai ti senti anche in colpa...

All’inizio di Novembre i Centri Commerciali, nuovi anfiteatri e contenitori del buon passeggio pedonale, mostravano con mio sommo stupore i primi addobbi natalizi con le luminarie che si accendevano e spegnevano, in un turbinio di pseudo-offerte in vista del Natale.
I Centri Commerciali regolano ormai la nostra esistenza temporale, scandiscono i nostri tardo-pomeriggi, i nostri sabati o domeniche, ci accolgono nelle loro fauci tenebrose per potere approfittare di noi e dei nostri soldi guadagnati con il sudore della fronte.
Centri Commerciali che racchiudono in loro stessi centinaia e centinaia di negozi di tutti i generi, come enormi ventri animaleschi che hanno fagocitato l’impossibile.

Il Natale quello vero è comunque fatto si di regali ma anche di generosità (anche se momentanea); Il Natale però secondo me è la voglia di ritrovarsi a festeggiare in compagnia di parenti o amici in un giorno speciale, una ricorrenza particolare che deve essere vissuta in maniera diversa.

Se prendiamo tutto dal lato consumistico della cosa, allora rischiamo di confondere Carnevale ed Halloween, Festa della mamma, del papà, dei nonni (e gli zii??), S. Valentino, il solstizio di primavera, l’equinozio d’estate, la festa del bianco e ci mancano ancora il giorno del ringraziamento e l’indipendence day....

Natale è un momento unico e particolare, e va festeggiato in modo unico e particolare, altrimenti ci ritroveremo senza più nessun tipo di valori.
Quello che voglio dire è che stiamo perdendo un po’ di vista le nostre tradizioni e che qualcuno sta avidamente approfittando di questa nostra svista e piano piano diventerà solo un tentativo di farci spendere e spandere sempre più soldi e letame... il letame è quello in cui ci ritroveremo dopo aver speso tutti i soldi!!!

Che “disco-nsiglio” volete per Natale?
La raccolta di RAF??
La raccolta di Ramazzotti??
Il meglio della ritrovata (quanto mai...) Orietta Berti???
Il Lento o Rock di Adriano Celentano????

Gli scaffali dei negozi di dischi vomiteranno un quantitativo enorme di registrazioni appositamente create per essere “il regalo di Natale”, per attirare la vostra attenzione e per calamitare i vostri soldi.
Registrazioni di cui sentivamo necessariamente la mancanza (!!!) e senza i quali non avremmo potuto più vivere...

E invece vi lancio una sfida: non segnalerò nessun disco che possa essere incautamente “natalizzato”, ma ovviamente nemmeno un disco di satanisti...

Larry CarltonLarry Carlton – Alone but never alone – MCA 1986.
Il disco in questione è interamente suonato dal validissimo chitarrista con la chitarra acustica accompagnato da un paio di personaggi del calibro di Abraham Laboriel al basso e Rick Marotta alla batteria, e presenta diverse situazioni ritmico-armoniche di pregevole fattura.
Il buon Larry ha dato in questo disco una sua differente versione della musicalità rispetto a quella con la quale eravamo abituati a sentirlo (che non è comunque affatto male) e per cui è stato soprannominato “Mr.335” (per via della sua chitarra Gibson 335).
E’ un disco intimista, con una dedica speciale ai figlioletti allora di 5 e 3 anni, e con melodie a tratti struggenti a tratti vispe e suadenti.
Un ottimo disco senza troppe pretese.

Nota aggiuntiva: nell’ottobre del 2003, in quel del Blue Note di Milano, in compagnia del mio amico “Donaldo” (già compagno di ascolto anche del live di Hiram Bullock – vedi editoriali precedenti - e noto esperto di tutto quello che concerne gli Steely Dan) abbiamo assistito ad un set della Larry Carlton Band, combo composto da sax tenore, chitarra, tastiere, basso e batteria.
Spettacolo suonato veramente bene, con spunti funky blues sicuramente interessanti, la cover di un famoso brano degli Stelly Dan (Josie) ed anche un brano tratto da Alone but never alone.
Finito il corto spettacolino (sempre 70-75 minuti e non di più) ci siamo ritrovati i ad attendere il brevilineo chitarrista d’oltreoceano insieme ad un “pazzo” partito la mattina da Napoli in aereo e due ragazzi sopraggiunti da Bologna solo per ascoltare il Larry.

Steely DanLarry CarltonDopo circa mezz’ora di attesa (erano ormai le 2 di notte di un normalissimo giovedì lavorativo), la stanchezza incominciava a pervadere il mio corpicino minuto, ed alla comparsa del bravo saxofonista non ho resistito, lanciandomi in uno slang tutto mio (imparato in anni e anni di ripetizioni al CEPU di Carugate) e battendo l’indice sul vetro del mio orologio da polso, mi sono nervosamente avvicinato al povero ignaro musicante, esternando la seguente frase: “Sorry Mr. Saxofonist, because it’s too late and tomorrow we work (pausa) can you tell to Mr. Carlton....(gesto con le mani verso il petto indicante la traslazione del suddetto verso di noi)”.

Il musicista ha spalancato gli occhi sorpreso, mi ha guardato con drammatica attenzione ed in un millesimo di secondo, con un sorriso degno di una pubblicità del più classico dei dentrifrici, ha detto “Yes, Yes...” correndo verso le quinte.
“OK - ho detto agli altri folli attendenti - ce lo siamo giocati, questo è scappato per la paura, mi ha detto “si si” ma solo per mettersi in salvo da me e dal mio inglese”.

Ma così non è stato.
Nel giro di pochissimi secondi arriva Larry Carlton tutto trafelato chiedendoci scusa (lui che chiedeva scusa a noi....), che non gli avevano detto che c’era della gente che aspettava (e che il giorno dopo la suddetta gente doveva anche lavorare...).
Ha firmato i dischi che erano stati portati come reliquie dal napoletano (ed anche dal mio amico “Donaldo”), si è lasciato fotografare e poi è uscito dal locale insieme a noi, mentre il folle folletto partenopeo gli raccontava di quella volta che lo aveva ascoltato a Napoli nel 1975, bla bla bla....

Che uomo incredibile.
La gentilezza con cui si è presentato a noi è stata unica; voglio dire: era comunque Larry Carlton, mica un Paolino Paperino qualsiasi...

Ciaociao e Buon Anno...

Dr.Blues
26/12/2005
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