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XM
Ed
eccoci in trepidante attesa di botti, petardi, miccette, bombe
carta, dita esplose insieme a mani amputate, occhi rotolanti
in strade cosparse di residui, spari in aria, agguati mafiosi
approfittando del buio, ed ancora fuochi d'artificio di cinese
memoria (e pure attuali...), nell'attesa del fatidico conto
alla rovescia che, unificato, viene eseguito a imperitura memoria
nella fratellanza degli abitanti di questo Paese. Si...
Non aspettiamo altro che il messaggio Presidenziale a reti uniche!!!
Ogni fine/inizio anno si contano i “caduti” per
il bene dell'esplosione, per il gusto di sentire il botto. Le
immagini di certi recenti sequestri ci hanno tra l'altro mostrato
petardi di 10-12 kg che avrei fatto fatica pure a trasportare,
figuriamoci ad “appicciare”...
Odio questa insulsa tradizione del botto, fuochi d'artificio
compresi; trovo che sia si l'ignobile tentativo di civilizzazione
dello sparo in aria che i telegiornali di mezzo mondo ci mostrano
in Paesi allo sbando, dove la democrazia è probabilmente
un'utopia ed il rispetto è di la da venire, ma che nemmeno
il botto sia molto democratico lo vediamo ogni anno! E non venitemi
a parlare che si tratta di una sera soltanto!!
L'incomprensibile dei botti di fine anno è che cominciano
ormai intorno alla metà di dicembre e si esauriscono
verso la prima decade di gennaio. Ragazzi, fare un po' di conti
prima di acquistarne per migliaia di euro no eh!?! E meno male
che non tengono conto dei tempi dei CentriCommercialiCittadini,
altrimenti il 2 novembre avremmo già le prime esplosioni
atomiche...
La
Guardia di Finanza e le altri unità militari e paramilitari
nazionali sequestrano quotidianamente quantitativi impressionanti
di “petardi” importati illegalmente (con dei containers....),
costruiti artigianalmente dalle menti più contorte e
utilizzati a volte dalle mani di fanciulli in tenera età;
ma tutto questo sembra non scoraggi l'utilizzatore medio, al
punto che i sindaci di alcune località (la mia compresa)
ne hanno vietato/limitato l'uso/abuso indiscriminato nei seguenti
(un po' ridicoli o scontati) termini: “...in particolare,
secondo l'ordinanza, non sarà possibile esplodere i botti
in locali al chiuso o in prossimità degli stessi dove
si svolgono pubbliche manifestazioni, nelle vicinanze di luoghi
di cura, di comunità varie, di asili, di ricoveri di
animali”.
A parte il fatto che non ho capito l'inserimento degli asili
nella lista, allora perchè non metterci anche scuole
elementari, medie, ecc., che tanto saranno tutte chiuse! E poi
i botti nei locali chiusi...bah!
Rispetto, ancora una volta siamo qui a scrivere del rispetto
che inequivocabilmente manca a questa popolazione mista, a questa
accozzaglia di benpensanti che si credono superiori in quanto
possessori di SUV o perchè figli di genitori italiani.
Non funziona così.
Spero solo che non serva troppa acqua per spegnere eventuali
incendi provocati da sciocchi irresponsabili incoscienti del
fatto che qui al nord non piove da troppo tempo!!
E
allora passiamo al “dis-consiglio” di questa settimana.
Disco d'esordio di una pianista giapponese che ha mantenuto
in parte le promesse contenute in questo lavoro del 1987, ma
che ha confermato grande capacità tecnica e compositiva
in tutti i suoi lavori seguenti. “Keiko
Matsui – A Drop of Water – MCA – 1987”.
Il disco è un misto di fusion jazz occidentale/orientale,
con la pianista (classica per studi ma jazz per evoluzione)
in timida evidenza.
Grande spazio agli altri musicisti presenti (Brandon Fields
ai saxs, i fratelli Bissonette basso e batteria, Vinnie Colaiuta
alla batteria, Nathan East al basso, Grant Geisman e Robben
Ford alle chitarre, Carl Anderson e Marva King alle voci) ed
alle sonorità leggere ed invitanti della mini giapponesina.
Molte le tracce piacevoli, l'omonima, dedicata agli “esplosi”
astronauti dello Shuttle Challenger è cantata dallo scomparso
Giuda della prima versione cinematografica di “Jesus Christ
Superstar” (Anderson) con Ford alla chitarra, “Ancient
World”, “Harbor Wind” (con la King alla voce),
“Mediterranean Sand”, “From my Window”;
tutte composizioni della allora 25enne Keiko, alla quale scrissi
qualche anno fa per ringraziarla della dolcezza contenuta in
questo lavoro che ancora accompagna, saltuariamente, le mie
giornate.
Con
mio sommo stupore ricevetti una risposta gentilissima del marito
(fortunatamente non era un siciliano...), che mi ringraziava
per le parole usate e mi comunicava che Keiko era in tournee
e le avrebbe fatto avere le mie parole.
Tempo dopo ricevetti una seconda e.mail, stavolta a firma Keiko
che mi segnalava i suoi lavori futuri e blablabla, con allegata
foto di un live in Tokio. Poi purtroppo si sono susseguite un
paio di formattazioni “non volute” degli hard-disk
e sia la foto sia le e.mail sono andate perdute. Peccato. Meglio
farsi una copia di backup, vero!?!?
E' un buon disco, suonato veramente bene, che può alleggerire
la pressione che ogni giorno grava sulle nostre “possenti
spalle” con la delicatezza dei suoi suoni, con il rispetto
che nasce spontaneo da che ci immaginiamo il Giappone che fu,
che vorrebbe spegnere eventuali incendi dinamitardi con la sua
“drop of water”...