Partecipa anche tu alla Associazione
Collezionisti di Vinilica.it
Con una quota minima, potrai mettere in vendita i tuoi dischi
al prezzo e con le modalità da te preferite.
Potrai utilizzare il nostro sito come una vetrina per vendere
(o scambiare) i tuoi oggetti da collezione (dischi in vinile,
cd-audio, musicassette, vhs, libri, ...) Vendi
i tuoi dischi
Il programma per catalogare Dischi in Vinile (45 giri, Extended
Play, 78 giri, Long Playing, Dischi Mix,...), Audio-Cassette,
Bobine, Stereo 8, Audio-Cd, DVD, Cd-Rom, Video Cassette, Laser
Disc, Libri e Riviste, Mp3, Video, Immagini, Oggetti, Opere
d'Arte, Video On Line (YouTube) Hyper
XM
E
così, dopo un pensiero d'obbligo dedicato a tutte le
donne lettrici e non di questa rubrica che da questa settimana
supera quota 200 articoli e “dis-consigli”,
le sensazioni e le preoccupazioni volano per cercare di comprendere,
inutilmente, questa crisi dipinta ora nel più nefasto
dei modi, qualche minuto dopo come una qualunque situazione
di stallo. Ma non è che si dimenticano di dirci che al
momento dello stallo ci si trovava in volo acrobatico rovesciato?
Per far fronte ad una serie di spese sempre più invadenti
con entrate mensili che sembrano diminuire a vista d'occhio
(magari faccio fatica a vederle solo perchè sto pian
piano invecchiando...), ho deciso di bio-convertire la mia umile
dimora settecentesca con (inutile) giardino piantumato annesso,
acquistando degli animali che possano eventualmente alleggerire
le possibili sofferenze (prossime venture?) date un'eventuale
mancata entrata economica...
Un paio di mucche alpine, qualche capretta di montagna (che
mi farebbero “ciao” tutte le mattine, ovvio), delle
galline, qualche coniglio... A questo bisognerà certamente
aggiungere un'area destinata a coltivazione, sia per gli animali
sia per me stesso. Ma cosa coltivo e allevo se non ho mai usato
nemmeno una zappa?
Come al solito internet potrebbe arrivare in nostro soccorso,
con milioni di siti specializzati oppure con le famose amicizie
virtuali che potrebbero in questo caso evitarci di incappare
in errori di valutazione. Il calendario della semina per esempio
non è mica roba di tutti i giorni....
Sono convinto che si renda necessario tornare ad una semplicità
di base che ci permetta di assorbire l'eventuale contraccolpo
economico e poi perchè mica tutto si può comprare,
soprattutto se venissero a mancare i “dindi”...
Così facendo, potrei mettermi pure a produrre formaggi
artigianali che potrei scambiare (il vecchio baratto!) in cambio
di farina di mais (e vai di polenta) o farina di grano (ed ecco,
in teoria il pane...). Qualche alberello di frutta (prugne,
fichi, roba che cresce anche se non hai il pollice “marrone”!)
potrebbe aiutare a completare la dieta del “fai da te”
e poi, il famoso “darsi da fare”!
Leggevo sui vari quotidiani on-line che negli Stati Uniti, alle
prese con una recessione disastrosa che ha colpito a fondo il
loro sistema (anche perchè ormai basato soprattutto sul
nulla!), molti manager licenziati che sanno benissimo di non
poter trovare lavoro con le stesse mansioni, si accontentano
anche di fare lavori più umili e meno retribuiti, pur
di poter portare a casa qualcosa. Ed è difficile comunque.
Bisognerà pensarci anche qui...
L'industria è sostenuta dalla cassa integrazione certo,
ma per quanto tempo ancora, prima che anche il nostro sistema
imploda? Fino a quando reggeremo?
Allora ecco che un ritorno alla semplicità potrebbe essere
la risposta.
Pensare di tornare “alla terra”, tanto bistrattata,
tanto odiata, potrebbe rivelarsi la giusta risposta. Ma non
con l'obbligo economico di fare un agriturismo, di ospitare
insulsi e presunti “commenda” brianzoli degli anni
'70, ma per noi stessi, per poter dare delle risposte alle decine
di domande che ci stiamo ponendo.
E poi, per poter ottenere delle risposte anche dalla “madre
Terra”, mica è tanto scontato: bisogna saperle
porre, bisogna comprendere che cosa ci dice. Potrebbe essere
il caso di incominciare a contattare degli interpreti.
E
per dimostrare che l'essenzialità a volte paga, ecco
che anche il “dis-consiglio” di oggi si muove in
questa direzione. “Sonny
Rollins – S.R. Live in Stockholm – 1959 - IES
Prod.”
Il “Colossus” del sax all'opera nel minimalismo
del trio, dove oltre al suo possente tenore, abbiamo solo un
contrabbasso ed una batteria.
Si tratta di un live con i fiocchi, registrato per la radio
svedese il 4 marzo del 1959 (praticamente 50 anni fa esatti!),
dove un buon Henry Grimes al contrabbasso e Pete La Roca alla
batteria accompagnano il fiume in piena Rollins, che mai come
in occasioni come questa, da “fiato alle trombe”
(anche se è un sax!), prendendosi tutto lo spazio possibile
immaginabile, e lasciando solo le briciole a comprimari comunque
in grado di dire la loro.
Rollins è così da sempre, e se pensiamo che lo
fa da oltre 50 anni divertendosi e divertendoci, non è
affatto male.
“St. Thomas” apre le danze,
con il suo ritmo latin caraibico, per un brano che ormai è
diventato uno standard del jazz moderno. A seguire una voce
quasi sensuale di un giovanissimo Sonny saluta il pubblico di
fans, si presenta e suona un'altra fantastica traccia: “There
will never be another you”.
Standard di altri si miscelano con pezzi originali dell'uomo
di Harlem (N.Y.), classe 1930. “Oleo” e “Paul's
Paul” chiudono la sessione, dove troviamo in bella mostra
anche un'ottima “How high the moon” in una versione
da più di 10 minuti, farcita di un ottimo assolo di batteria.
Che dire? Ho sempre avuto un “orecchio” di riguardo
per Sonny Rollins e per il suo modo di interpretare la musica,
gli assoli, la presenza su un palco, ed anche quando “qualche
annetto” fa lo vidi, ne restai entusiasta.
Grande Sonny!
Allora buon ascolto.