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Anatomia del Progresso
a cura di Dr.Blues
Via GaggioVia Gaggio.
E sarebbe??
Per i “non capenti”, via Gaggio più che una via è un'area all'interno del parco del Ticino, dichiarato territorio di interesse florofaunistico dall'Unesco. Mica patatine.
Il territorio è prossimo all'aeroporto internazionale della Malpensa, dichiarato dall'Unesco niente di che.
La zona è frequentata da una moltitudine eterogenea di personaggi che portano a passeggio il cane, si allenano nella corsa, si perdono nella brughiera ma soprattutto, staccano la spina solo per un momento dal grigiore, dallo stress e dalla voracità di questa società onnivora sopprattutto di tranquillità. Via Gaggio...

Alcuni cittadini della zona stanno portando avanti in completa autonomia una campagna di informazione apartitica ed apolitica, esclusivamente ambientale con il mero scopo di dare ai cittadini quelle informazioni che, come messo in risalto nel corso di alcuni video, non hanno raggiunto “la plebe”.
C'è una “via Gaggio” in ogni piccolo paese o vasto territorio italico che qualcuno è disposto a sacrificare nel nome della presunta crescita economica, del progresso, del futuro. Ma il futuro non lo si costruisce con il solo calcestruzzo!
Mi si dirà che potrei essere di parte, ma il mio vivere a badilate di chilometri di distanza dall'area in oggetto, fa di me un commentatore super-partes e poi, essendo laureato in “Dietrologia applicata alla politica al solo scopo di interpretarne il pensiero” (master in Letteratura con specializzazione “I Sofismi – questi sconosciuti” presso il solito CEPU di Carugate B.za), so benissimo dove vuole puntare l'indice il lettore più cattivello, quello più avvezzo alla polemica.
No. In fondo potrebbe non importarmi nulla di Via Gaggio e di quest'area/oasi ma l'arroganza e l'ottusità che leggo tra le righe di queste azioni (arroganza ed ottusità che verranno chiaramente affibbiate anche a me dopo questo intervento), mi fa arrabbiare, incavolare e, visto la zona piantumata, inalberare!

Ho saputo che di fronte all'aeroporto di Bergamo Orio, oltre al centrocommercialecittadino più grande degli ultimi 10 o 12 anni, partirà a breve un progetto grande QUATTRO volte tanto, chiamato “il Polo del lusso” il quale cancellerà un'area (delle poche ormai) dedicata alla coltivazione di verdura ed ortaggi.
Certo, dalle immagini elaborate con la computer grafica tra i vialetti del futuristico centro commerciale non solo sorgeranno alberelli affetti da nanismo promordiale, ma anche primule di poliestere e bucaneve in pvc. Ma dai....

Non so; questo progresso a tutti i costi, questa ricerca della crescita a prescindere, queste aberrazioni più o meno marcate, sono ulteriori piccoli (o grandi) segnali del distacco che “il potere politico” esercita molto spesso con la forza, appoggiato da gruppi imprenditoriali il cui unico scopo non è certo quello di difendere il cittadino.

Non è corretto creare comitati “contro” senza capire e valutare tutti i pro ed i contro della scelta in oggetto. Così se la TAV per la Val di Susa causerebbe sicuramente un danno ambientale non di poco conto, è altresì vero che “perso” il treno per l'Europa forse non avremo più la possibilità di arrabbiarci con il capostazione. Ma in via Gaggio? Cui prodest?

Visti gli ultimi avvenimenti politici venuti alla ribalta nell'ambito dell'urbanistica milanese, mi viene difficile non credere ad inciuci o ad interessi nascosti, reconditi. Forse se ci fosse ancora il mitico Dr. Quincy potrebbe essere interessante chiamarlo in causa per un'autopsia...

Mbase Collective – Anatomy of a GroovePassiamo al “dis-consiglio” di questa settimana, non certo utile dal punto di vista dei protezionisti di via Gaggio o altri territori ma sicuramente indispensabile per cambiare tenore.
“Mbase Collective – Anatomy of a Groove – 1993 – DIV rec.”.

Il movimento denominato Mbase, ha compreso al suo interno un eterogeneo mondo di musicisti che hanno sentito la necessità di provare a cambiare il loro approccio alla musica tradizionale, pur tuttavia senza perderne la comprensione.
Uno dei maggiori rappresentanti di questo mondo musicale è sicuramente Steve Coleman saxofonista di Chicago, co-leader in questo disco estremamente variegato.

Ritmi ed armonizzazioni funky contrapposti a sonorità estremamente ricercate, dove anche le voci lavorano come strumenti su melodie molto complesse, alla ricerca di quel qualcosa di differente. Il disco non mi dispiace affatto e, anche se con 17 anni di ritardo, arrivo a comprenderne ora (forse) idee e ricerche.

La presenza di David Gilmore come autore di un brano, chitarrista ed addetto al missaggio (“Nobody Told Me”) è apparentemente una chicca in più (non è certo il ben più noto chitarrista dei Pink Floyd), ma l'ensemble viaggia paurosamente su livelli altissimi.
La voce di Cassandra Wilson è inoltre da valutare attentamente, in quanto si muove con estrema abilità tra le note proposte dall'ensemble, proponendosi come uno strumento altamente affidabile ed inaspettato.
Io mi sono rifatto le orecchie; speriamo che non ci tocchi di farci rifare pure i polmoni..

E se l'anatomia di un GROOVE (un ritmo) si rende quantomeno necessaria per elaborare nuove teorie ritmiche, forse l'autopsia di un politico si renderebbe necessaria per valutare che cose resta dell'uomo al suo interno.

Dr. Blues
 
15/02/2010
 
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David Gilmore - Ritualism - Event Horizon
Steve Coleman e Greg Osby duet "Micro-Move"
Lonnie Plaxico Group - The Sidewinder
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