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CRITERI DI VALUTAZIONE

VINILE

M = Mint
Disco mai ascoltato.
EX = Excellent
Disco ascoltato poche volte.
VG = Very good
Disco ascoltato più volte, qualità del suono buona
G = Good
Disco molto ascoltato, qualità del suono discreta
F = Fair
Disco ascoltato moltissimo
P = Poor
Disco trattato senza cura. Qualità del suono insufficiente, "salti" nell'ascolto.
B = Bad
Disco in pessime condizioni.
BB = Broken
Disco rotto o anche solo scheggiato

COPERTINA

M = Mint
Copertina mai aperta, incellophanata
EX = Excellent
Copertina quasi nuova
VG = Very good
Copertina ed eventuali inserti buoni.
G = Good
Copertina ed eventuali inserti non perfetti.
F = Fair
Copertina ed eventuali inserti con notevoli segni di usura, come pieghe e strappi.
P = Poor
Copertina, etichetta ed eventuali inserti seriamente danneggiati o incompleti.
NO = None
Assenza di copertina o copertina non originale


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"Le Disque D'Or De Edith Piaf"
valutazione: VG/VG Prezzo: Euro 18,00
(+ spese e spedizione)
di Giorgio De Novellis
 


Il Disco

Il disco ripercorre la carriera di Edith Piaf, attraverso 14 brani scelti tra i più significativi (e di successo) nel periodo compreso tra il 1947 ("La vie en rose") e il 1962 ("A Quoi Ca Sert L'Amour").
Il cosiddetto "filone realista" della canzone francese, ha avuto da questa "eroina" della musica (e della vita) un contributo così notevole da renderlo "internazionale" nonostante i connotati ed i chiari riferimenti prettamente francesi.
In questo vinile, quel contributo si fa cronologico e ci da modo di conoscere a fondo le mille sfumature dei contenuti e della voce di una grande interprete.

Il disco, fabbricato in Francia da Pathe Marconi nel 1972, etichetta EMI / Columbia, codice C064 16053, è contenuto in una copertina a libro che ci consente di approfondire anche alcuni aspetti della vita di Edith Piaf.

La cover riporta un disegno di Kiffer che ci da esattamente la risposta del perchè la Piaf venisse soprannominata "Passerotto". Piccola, minuta, negli ultimi anni della sua vita anche un po' ricurva. Il ritratto di Kiffer rende esattamente quella immagine.
In alto il richiamo commerciale "Disque d'or". A seguire, il nome ed il cognome dell'artista stranamente riportato tutto in minuscolo con un bel tipo di carattere, tondo, in grassetto, nero.
A scalare tutti i titoli delle canzoni inserite in questa lista.
A sinistra, ben evidenti, i marchi EMI e Columbia.
In basso a sinistra, il timido avvertimento che la registrazione ' stereo, ma "si puo' utilizzare anche se si possiede un giradischi monofonico". Buon messaggio per i primi anni '70, in cui, evidentemente, la percentuale di lettori stereofonici non aveva ancora surclassato i vecchi grammofoni.

All'interno della copertina sono pubblicate 6 fotografie, 3 bozzetti di Kiffer e la firma autografa della Piaf.
Le fotografie ripercorrono le tappe salienti della vita parigina dell'artista: Rue de Belleville, Blv. Lannes. Per finire con un'immagine del Cimetiere Du Pére Lachaise, con in primo piano la tomba in cui, nel 1963, venne sepolta.
Interessanti i tre bozzetti di Kiffer, illustratore francese poco conosciuto al di fuori dei suoi confini nazionali.
I disegni rappresentano i tre stadi della vita della Piaf: giovane e affascinante (se pure non bella), provata dalla malattia e distesa, probabilmente nel suo letto di morte, con le palpebre abbassate, i radi capelli.
Fotografie e disegni: due modi espressivi diversi per descrivere il medesimo racconto.

Il retro di copertina riporta la lista dei brani suddivisa per lato:





Il colore delle etichette dei vinili contrastano nettamente con lo stile della copertina ma, si sa, non sempre le varie esigenze di stampa industriale combaciano con le aspettative di noi collezionisti.
Come al solito per le produzioni francesi, sulle label manca il riferimento dell'anno di produzione.
Fortunatamente l'anno di "nascita" di questo prodotto viene riportato sull'ultima di copertina.


A1 - La Vie En Rose
A2 - Hymne A L'Amour
A3 - J' M'En Fous Pas Mal
A4 - Johny, Tu N'Es Pas Un Ange
A5 - Bravo Pour Le Clown
A6 - L'Accordéoniste
A7 - L'Homme A La Moto


B1 - La Foule
B2 - Mon Manège A Moi (Tu Me Fais Tourner La Tête)
B3 - Milord
B4 - Non, Je Ne Regrette Rien
B5 - Les Mots D'Amour
B6 - Mon Dieu
B7 - A Quoi Ca Sert L'Amour

La valutazione

Difficile riscontrare altri vinili del 1972, provenienti da collezioni private, così ben tenuti. Nessun cedimento della copertina, vinile assolutamente privo di graffi. Sono rimasto davvero indeciso se collocarlo tra gli EX/EX, ma poi ha prevalso un giudizio più pacato.

Il mio giudizio definitivo è:
vinile: VG = Very Good
copertina:
VG = Very Good
Euro 18,00


Biografia
(tratta da Wikipedia)

Édith Giovanna Gassion, nota come Édith Piaf (Parigi 19 dicembre 1915 - 11 ottobre 1963), o "Passerotto", come veniva amorevolmente chiamata, è stata la maggiore cantante francese ed una grande interprete del filone realista ("chanteuse réaliste") che ha deliziato le folle tra gli anni trenta e sessanta.
La sua voce, caratterizzata da mille sfumature, era in grado di passare improvvisamente da toni aspri e aggressivi a toni dolcissimi; inoltre sapeva far percepire in modo unico la gioia con il suono della sua voce. È la cantante che con le sue canzoni ha anticipato il senso di ribellione tipico dell'inquietudine che contraddistinse diversi intellettuali della "rive gauche" del tempo come: Juliette Greco, Roger Vadim, Boris Vian, Albert Camus ecc. In molti casi era lei stessa l'autrice dei testi delle canzoni che tanto magistralmente interpretava.
La vita di Édith Piaf fu sfortunata e costellata da una miriade di fatti negativi: incidenti stradali, coma epatici, interventi chirurgici, delirium tremens e anche un tentativo di suicidio. In una delle sue ultime apparizioni pubbliche la si ricorda piccola e ricurva, con le mani deformate dall'artrite, e con radi capelli; solo la sua voce era inalterata e splendida come sempre.

L'infanzia e gli inizi artistici

Nacque col nome di Édith Giovanna Gassion da una famiglia di umili origini: il padre Louis faceva il saltimbanco e la madre, Lina Marsa, nativa di Livorno, era una cantante di strada. Appunto per strada (davanti al numero 72 di rue de Belleville) pare abbia partorito Édith, aiutata da un poliziotto. Il lavoro dei genitori non permetteva loro di allevare un figlio per cui la piccola visse la sua infanzia tra la miseria della comunità Parisna del quartiere di Belleville (Parigi), e il bordello gestito dalla sua nonna materna (Nonna Marie) in Normandia.
Édith inizia a cantare per strada per rimediare qualche moneta e dar da mangiare a se stessa e al padre, che nel frattempo le si era riavvicinato; canta La Marsigliese con quella sua voce già piena di rabbia e ruvidezza ma che inizia a prendere forma. Costituisce poi un duo con Simone Berteaut esibendosi per le strade e anche nelle caserme.
A diciotto anni ha una figlia dal muratore Louis Dupont, Marcelle, ma la bimba morirà a causa di una meningite a soli due anni; già duramente provata dalla vita, incontra l'impresario Louis Leplée (che morirà qualche anno dopo misteriosamente) e, dopo un'audizione al "Gerny", piccolo locale dove si faceva cabaret, debutta nel 1935. Molti i personaggi famosi che accorrono per ascoltare la sua voce: uno fra tutti, Maurice Chevalier.

Nasce il mito di "passerotto"

A questo punto Édith ottiene un contratto con la casa discografica Polydor. Leplée le cambia il nome in Piaf (che nell'argot parigino significa 'passerotto'): ha così inizio il suo successo. Ma è nel 1937 che ha inizio la sua ascesa che la porta ad ottenere un contratto con il teatro ABC.
Dopo la morte di Leplée, molti furono i suoi impresari: Raymond Asso, Michel Emer, Paul Meurisse, Norbert Glanzberg, Lou Barrier; qualcuno di loro le fu vicino non solo professionalmente, ma anche sentimentalmente. La fama di Édith Piaf continuava a crescere: conosce Jean Cocteau, che si ispirerà a lei per un lavoro teatrale, Le bel indifférent.

La "vie en rose"

Durante la seconda guerra mondiale Piaf era contro l'invasione tedesca e si esibì nei campi militari e nei campi di concentramento per prigionieri di guerra. È in quel periodo (1944) che conosce e si innamora di Yves Montand, canta con lui al Moulin Rouge, ma appena lo chansonnier inizia a diventare famoso i due si lasciano. Nel 1945 cambia casa discografica ed entra a far parte della Pathé. Nel 1946 scrive le parole della canzone che, nel dopoguerra, diventerà per i francesi l'inno del ritorno alla vita: La vie en rose, che interpreta in collaborazione con Les compagnons de rodrigue

Tragico amore con Cerdan

Édith Piaf realizzò una tournée nel 1946 negli Stati Uniti esibendosi alla Constitution Hall; ritornò un anno dopo, sempre con i suoi fedeli Compagnons de la chanson, per cantare alla Play House e al Versailles di New York, dove ad applaudirla tra il pubblico vi erano, tra gli altri, Marlene Dietrich, Charles Boyer e Orson Welles.
Nel 1948 conosce il pugile Marcel Cerdan ed è la prima volta che Édith si innamora di qualcuno che non faccia parte del mondo della musica: sono felici e innamorati ma la felicità dura poco; infatti, mentre sta volando da lei per raggiungerla negli Stati Uniti, l'aereo cade e Cerdan muore. Completamente distrutta dalla morte del compagno, Piaf inizia a bere e a far uso di droghe. Dedica una canzone al suo amore perduto, la splendida Hymne à l'amour che la porta al successo a livello mondiale e che lei stessa compone assieme a Marguerite Monnot (con cui scriverà nel 1959 anche il testo di Milord).

Mai nessun rimpianto

Piaf continua a deliziare i francesi con molte altre canzoni destinate a diventare dei classici come Le vagabond, Les amants, Les histoires du coeur, La foule, Non, je ne regrette rien, ecc.
Non si sa quanti soldi riesca a guadagnare, ma è certo che non la si è mai vista sfoggiare ricchezza; in effetti, continua ad essere una donna minuta che canta l'amore e che ha bisogno di amore come dell'aria che respira; la sua casa e i suoi camerini sono frequentati da diversi uomini che contribuirà a lanciare come artisti nel mondo della canzone francese e mondiale. Alcuni nomi: Gilbert Bécaud, Charles Aznavour, Leo Ferré, Eddie Constantine; alcuni stringeranno con lei un sodalizio artistico e umano per più tempo, mentre altri se ne andranno prima; tutti però le lasceranno delle bellissime canzoni: fra gli altri, George Moustaki scriverà per lei la musica della famosa canzone Milord, Charles Aznavour Jezebel.
Nel 1952 sposa il compositore Jacques Pills, ma il matrimonio dura solo pochi giorni. Siamo nel 1955, Piaf ha quarant'anni e approda finalmente all'Olympia, il tempio parigino della musica; poi, riparte per l'America per esibirsi alla Carnegie Hall di New York, dove la saluteranno ben sette minuti di applausi in standing ovation. Verrà invitata comunque ad esibirsi ancora all'Olympia e le repliche dureranno quattro mesi, cioè fino alla primavera del 1961.

Gli ultimi anni con Theo

In quell'anno sposò Theopahanis Lamboukas, in arte Theo Sarapo, che lei aveva lanciato nel mondo della canzone e con cui aveva inciso la canzone A quoi ça sert l'amour. Dopo una broncopolmonite, Piaf andò col marito nel sud della Francia per passarvi la convalescenza, ma una ricaduta le fu fatale. Si spense l'11 ottobre del 1963 durante un triste e vano viaggio di ritorno verso Parigi. Il suo esile corpo (dimostrava molto più dei suoi 48 anni) venne caricato sul sedile posteriore della macchina dal marito Theo che, per esaudire il suo ultimo desiderio, la riportò nella capitale francese.
Al suo funerale presero parte migliaia di persone. Il suo corpo riposa nel cimitero parigino delle celebrità Père Lachaise: l'elogio funebre venne scritto da Jean Cocteau che però morì d'infarto poche ore dopo aver appreso la notizia della morte della cantante.
La città di Parigi le ha dedicato una piazza e recentemente anche una statua, nel 20.mo arrondissement(quartier Gambetta)
 
il Sito Ufficiale: Edith Piaf
 
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