Carmen Consoli - Live (Biglietti)

Carmen Consoli – Eco di Sirene Tour


Carmen Consoli torna live con il tour Eco di Sirene.
In trio sul palco con un concerto suonato in punta di plettro insieme a Emilia Belfiore e Claudia della Gatta – rispettivamente violinista e violoncellista -, Carmen imbraccia la sua chitarra acustica per proporre un progetto di grande intensità: tre musiciste, tre donne che declinano i significati del titolo dello spettacolo e come sirene simboleggiano la forza originaria della Madre Terra il cui canto affascina e seduce. Ma i testi della Consoli sanno essere anche taglienti, indagano il presente svelandone un volto spesso inconsueto; così il suo canto risuona allora come sirena d’allarme che rompe il silenzio, sirena terribile e salvifica.

Nel gennaio 2018 la Universal Music pubblicherà il live album di “Eco di Sirene” in tutta Europa.

Le date:
8 novembre Torino, Teatro Colosseo
19 dicembre Reggio Emilia, Teatro Romolo Valli

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Nata a Catania, Carmen si avvicina alla musica sin da bambina: ha appena 9 anni quando inizia a suonare la chitarra elettrica e a 14 anni è già sui palchi con una cover band di rock-blues, i Moon Dog’s Party.
A Roma entra nel giro blues della capitale e, tornata a Catania, realizza il suo primo album, “Due parole”: un’affascinante raccolta di quadretti pop rock in chiave elettroacustica tra cui “Amore di plastica”, proposto al Festival di Sanremo del ‘96 e che impone Carmen all’attenzione di critica e pubblico.
Seguono un lungo tour italiano e le prime partecipazioni a manifestazioni importanti (dal Concerto del 1° maggio di Roma a Sonoria, dal Premio Recanati al Premio Tenco).
Nel 1997 torna a Sanremo con “Confusa e felice”, brano che lancia l’album omonimo.
Un disco più elettrico e ‘sporco’ del precedente, che contiene il brano “Per niente stanca”, e conferma il talento dell’artista: successo immediato con 120.000 copie vendute e tournèe di sold out.
L’anno successivo, il 1998, Carmen è già al terzo album, “Mediamente isterica”: un concentrato di energia con testi graffianti, un suono potente e melodie purissime che si snodano in ben due tour.
L’artista torna protagonista nel 2000 con “Stato di necessità”, album lanciato a Sanremo con “In bianco e nero”: in primavera il brano è il più programmato dalle radio, mentre l’estate viene dominata dalla bossanova “Parole di burro”.
Dopo un fortunatissimo tour estivo, Carmen riparte in autunno in teatro con una nuova versione acustica dei suoi brani, mentre la toccante “L’ultimo bacio”, divenuta il tema portante dell’omonimo film di Gabriele Muccino (nel quale Carmen ha anche un piccolo cammeo), riporta l’album nei primi posti della classifica consentendole di superare le 200.000 copie vendute.
A suggello di un periodo esaltante piovono i riconoscimenti, tra i quali due Italian Music Awards, due Premi Italiani della Musica e il Nastro d’argento del Film Fest di Taormina.
Nel 2001 “Stato di necessità” esce in Francia con la versione francese di due canzoni e una cover di Serge Gainsbourg prodotta artisticamente da Henri Salvador.
In estate Carmen è protagonista al Teatro Greco di Taormina, accompagnata dall’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina diretta da Paolo Buonvino.
Dall’evento viene tratto l’album “L’anfiteatro e la bambina impertinente”, e il live viene replicato in sole due sole situazioni tra loro antitetiche: al Centro Sociale Leoncavallo di Milano e all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, consacrazione definitiva di un talento privo di termini di paragone.
I tempi sono maturi e la Giunti pubblica la prima biografia ufficiale dell’artista, Quello che sento – Il mondo, i pensieri, la musica di Carmen Consoli.
Il 2002 è l’anno del policromo e raffinato “L’eccezione”, distribuito anche all’estero in una versione speciale con adattamenti in inglese di alcuni brani e altri episodi inediti.
All’album segue un tour che si prolunga anche in Europa.
Il 2003 è l’anno del primato sul grande palco dello Stadio Olimpico di Roma e Carmen riceve anche i premi “Civitanova Poesia” e “Grinzane Cavour”, mentre arriva nei negozi “Un sorso in più – Live a MTV Supersonic”, registrato nell’ambito dell'”MTV Day”.
Ma il 2003 segna anche un altro importante passo per l’artista che diventa anche produttrice ed esordisce con l’etichetta “Due Parole” da lei gestita, il cui primo album è “La Camera Migliore”.
Nel Marzo 2004 è la prima artista italiana a partecipare all’importante “South By South West Festival” ad Austin, Texas; qualche mese dopo, nel Maggio 2004, è fra i protagonisti di “We Are The Future”, l’evento umanitario prodotto da Quincy Jones, tenutosi a Roma e trasmesso in tutto il mondo, e – alla fine del 2004 – è impegnata nei club con un repertorio di cover blues / rock-blues allestito sotto la sigla Moon Dog’s Party.
Il 6 febbraio 2005 è l’unica artista italiana a partecipare in Etiopia alle celebrazioni dell’anniversario della scomparsa di Bob Marley organizzate dalla moglie Rita.
In quell’occasione Carmen duetta con Angelique Kidjo, mentre ad Aprile torna in America per una serie di date (Miami, Chicago, New York) dove si conferma l’apprezzamento del pubblico d’oltreoceano.
Il 2005 porta la collaborazione con Goran Bregovic nella canzone guida della colonna sonora del film “I giorni dell’abbandono” di Roberto Faenza.
Il 12 maggio 2006 esce “Eva Contro Eva”, pubblicato contemporaneamente in Italia, Spagna, Germania, Francia, Olanda e Svizzera.
Nell’album Carmen accosta testi impregnati di tradizione con immagini di donne in bilico fra antiche usanze e modernità.
Ogni canzone è una piccola novella che riporta a Verga e al neorealismo di una provincia del Sud.
Nell’album, ci sono le collaborazioni con Angelique Kidjo in “Madre Terra” e Goran Bregovic in “Il Pendio Dell’Abbandono”.
All’album segue una tournée in Italia ed Europa e a fine settembre torna nell’America Settentrionale: Chicago, Toronto, Philadelphia, Northampton, Madison e ben tre concerti, tutti sold out, a New york.
Nell’inverno 2006-2007 porta in scena uno spettacolo di grande impatto emotivo, che approda anche a Parigi: “In teatro” con la collaborazione di Emma Dante.
La musica e i personaggi di una Sicilia immobile nel tempo vengono riletti dall’autrice teatrale e regista siciliana che scrive per questo lavoro tre testi recitati da Simona Malato.
Gli strumenti musicali utilizzati attingono soprattutto alla tradizione siciliana, con incursioni in diverse culture mediterranee.
Sempre nel 2007 torna a New York come head-liner a Central Park per “Joe’s Pub in the Park”, la più prestigiosa rassegna dell’estate newyorkese, si esibisce a Toronto e, per la prima volta, a Montreal, dove è applauditissima.
Già nel marzo 2008 torna oltreoceano, per esibirsi in teatri e auditori di grande fama quali il Grosvenor Auditorium di Washington, il Remis Auditorium del Museum of Fine Arts di Boston e il Mainstage Theatre di New York, dove ottiene una recensione fitta di plausi e complimenti di Jon Pareles, critico del “New York Times”.
Nel 2008 Carmen compone la sua prima colonna sonora originale, quella del film “L’uomo che ama”, di Maria Sole Tognazzi con Monica Bellucci e Pier Francesco Favino.
Tra partiture per orchestra e brani interamente strumentali, l’artista sceglie la viola quale strumento guida a cui affidare il tema di tutta la colonna sonora: uno strumento contralto come la sua stessa voce.
Nello stesso anno, a dieci anni esatti dalla sua prima uscita, viene ripubblicato in una nuova versione “Mediamente Isterica”, l’album più rock di Carmen, quello che lei definisce il suo “album della vita”.
Nel 2009 esce “Elettra”, dove Carmen, ispirandosi alle gesta del personaggio mitologico, declina il femminile in una moltitudine di sfaccettature, fondendo il rock con suoni elettrici, ritmiche sudamericane, balcaniche e nord europee.
Nell’album si trovano testi in italiano, siciliano e una canzone scritta e interpretata insieme a Franco Battiato, “Marie ti amiamo”, con versi in arabo e francese.
La canzone “Mio zio”, che narra di un abuso domestico, vince il premio Amnesty Italia 2010 e Carmen viene insignita anche del titolo di Ambasciatrice del Telefono Rosa.
L’album vince la Targa Tenco come Miglior Album dell’anno (prima donna a ricevere il riconoscimento).
Ad inizio 2010 Carmen parte per una nuova tournée sold out in Usa e Canada in cui si esibisce sola con la sua chitarra e che le vale nuovi elogi da parte della stampa americana, mentre in Italia la impegnano due tour distinti e contemporanei “Ventunodiecimilatrenta”, il tour rock che la vede per la prima volta al basso ed “Elettra”, il tour acustico.
Il 16 novembre 2010 esce il primo best, “Per niente stanca”, contenente i due inediti “Guarda l’alba” (musica Tiziano Ferro, testo: Carmen Consoli) e “AAA cercasi” (musica: Mauro Lusini, testo: Carmen Consoli).
Negli anni successivi Carmen si è dedicata a sviluppare e produrre nuovi progetti per la sua rinnovata etichetta, la Narciso.
Tra questi le Malmaritate – un lavoro discografico e uno spettacolo con cui riflettere sulla violenza contro le donne e su ogni tipo di sopruso – e Luca Madonia – di cui la Narciso ha pubblicato il nuovo album di inediti: un ritratto dei nostri tempi a volte poetico e sognante, altre crudo e riflessivo.
Il 20 gennaio 2015 è uscito “L’abitudine di tornare”.
A distanza di 5 anni dal successo di “Elettra”, Carmen torna con un album molto atteso in cui veste i panni di ‘cronista’: 10 tracce che raccontano l’Italia di oggi e di ieri, in un mondo diviso tra vincitori e vinti.
Dopo la title track, il singolo estratto è “La signora del quindo piano #1522”, un progetto nato con l’Associazione Nazionale Telefono Rosa, di cui Carmen è Ambasciatrice, nel quale Gianna Nannini, Elisa, Irene Grandi, Emma e Nada ricantano con lei il brano-denuncia sul femminicidio presente nell’album per schierarsi contro ogni forma di violenza di genere.
Nell’estate 2015 è stata l’unica italiana ad esser stata scelta da David Byrne per il suo Meltdown Festival, festival londinese aperto alle più diverse forme artistiche.
Nello stesso anno la Siae registra i concerti della Consoli dell’ultimo trimestre come quelli con più pubblico, superando quelli di Madonna e Tiziano Ferro.
Tra 2015 e 2016 “L’abitudine di tornare – Live” ha vestito tre diversi abiti: quelli rock, più adatti ai palazzetti e alle grandi arene estive, e quelli eleganti, che meglio si confanno ai teatri.