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Baustelle Live con L’Amore e la Violenza vol. 2 (Biglietti)

sabato 7 aprile 2018 - venerdì 27 aprile 2018

Baustelle live con L'Amore e la Violenza vol. 2 (Biglietti)

Ad un anno di distanza dalla pubblicazione de L’Amore e la Violenza e dopo averlo annunciato a sorpresa, con un misterioso video, i Baustelle presentano L’amore e la violenza vol. 2. nei più importanti club italiani.

Le date:
7 aprile Senigallia, Mamma Mia
12 aprile Bologna Estragon
13 aprile Fontaneto D’Agogna, Phenomenon
15 aprile Milano, Alcatraz
16 aprile Firenze, Obi Hall
19 aprile Roma, Atlantico
20 aprile Napoli, Casa della Musica
22 aprile Torino, OGR
27 aprile Padova, Gran Teatro Geox

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I Baustelle sono:
Rachele Bastreghi: voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni.
Francesco Bianconi: voce, chitarre, synth, organo.
Claudio Brasini: chitarre.

Il frontman della band, Francesco Bianconi, è appassionato dei grandi compositori pop degli anni sessanta, come Burt Bacharach, Phil Spector, Serge Gainsbourg, George Brassens e Jacques Brel, e dei cantautori italiani Fabrizio De André, Piero Ciampi.

Dopo l’esordio, avvenuto con la pubblicazione dell’album Sussidiario illustrato della giovinezza (2000), la band riceve numerosi consensi positivi dalla critica, che ne elogia l’ecletticità di stili. Nei brani che compongono il “Sussidiario” si fondono sonorità diverse, quali quelle dell’elettronica, della musica d’autore sia italiana che francese, della new wave e della bossa nova. Già in questo lavoro, comunque, si intravedono gli stili che faranno da colonne portanti nella successiva produzione, ossia quelli riconducibili alle colonne sonore dei film western e poliziotteschi degli anni settanta. Il talento compositivo di Bianconi si propone in un pop molto particolare, capace di essere sia romantico e coinvolgente, che graffiante e aggressivo. I temi frizzanti e ricchi di originalità si affiancano all’intensità e la liricità, espressi attraverso i testi visionari e ricchi di citazioni letterarie e cinematografiche, le voci impostate e i duetti. Inoltre, il primo album è caratterizzato da un suono cosiddetto lo-fi, che è comunque insito nel circuito underground. La forma del concept album, seppur non dichiarata, sarà ripetuta anche in lavori successivi, ed esprime al meglio una singola tematica, sviluppata in un vero e proprio percorso, come ne La malavita e Fantasma.

Con La moda del lento (2003) la band modifica leggermente le sonorità, abbandonando in parte la spontaneità e avvicinandosi a uno stile più accattivante e raffinato, grazie all’utilizzo di meno chitarre elettriche e più moog e theremin, che caratterizzano le parti strumentali di parecchi brani dell’album, come Love affair e Beethoven o Chopin. Allo stesso tempo sono presenti melodie più dolci e leggere, come in Arriva lo ye ye o Reclame. L’obiettivo è quindi quello di slegare il connesso tra melodia e cantautorato.

Ne La malavita (2005), grazie ad un budget più alto fornito dalla nuova etichetta discografica, il gruppo si avvale per la prima volta di un’orchestra sinfonica e di moderne tecnologie di missaggio e filtraggio dei suoni. Il prezzo di questo passo è però rappresentato dall’abbandono di Fabrizio Massara, vero artefice dei suoni meno tradizionali dei primi due album. Amen (2008) conferma questo salto verso un pop più elaborato e introspettivo, anche se sono sempre presenti i pezzi movimentati ed accattivanti. In questo album, comunque, il livello compositivo si fa notevolmente superiore, più sostanzioso ed eterogeneo. Si può affermare che Amen sia il disco della maturità: contiene tutto il repertorio dei Baustelle, dalla canzone sentimentale, a quelle ballabili e tipicamente indie; vi sono brani più complessi e non immediati, brani psichedelici e strumentali. Inoltre, i temi di carattere personale, in questo lavoro, lasciano spesso spazio a tematiche sociali trattate in maniera pungente e diretta. Il disco è stato infatti definito dallo stesso Bianconi, “un disco sulla civiltà occidentale moderna, una civiltà che ai miei occhi fa schifo”.

Dopo aver realizzato la colonna sonora Giulia non esce la sera (2009), principalmente strumentale e fatta di brevi momenti per quartetti d’archi, sulla scia della moderna tendenza minimal-classicista, realizzano I mistici dell’Occidente (2010). Questo quinto album, che a differenza degli altri non ha un aspetto concettuale, viene indicato dalla critica come il meno riuscito dell’intera produzione, a causa della presunta assenza di mordente e della diversa orecchiabilità rispetto al passato. Lo stile si fa dunque più serio ma, al contempo, la tecnica e la fedeltà alla metrica sono, secondo la critica, migliori. Anche i temi abbandonano in parte la voglia di “educare” per arrivare direttamente “alla pancia”.

In Fantasma (2013), concept album incentrato sul tema della morte e registrato per intero con un’orchestra sinfonica di 60 elementi, la band si slancia in maniera più incisiva in quel percorso intrapreso con il precedente album, ricercando uno stile classicista più ambizioso. Si può considerare l’album organizzato come un film, quindi come una colonna sonora, che racchiude sonorità spettrali, densità ed esoterismo, il tutto attraverso un taglio profondamente sinfonico.

Dopo l’album dal vivo Roma Live! (2015), il gruppo pubblica nel 2017 L’amore e la violenza, un album definito da Francesco Bianconi “oscenamente pop” e “colorato”, per la realizzazione del quale non è stata utilizzata la batteria, sostituita da campionamenti di tamburi e microsamples tratti da vinili pubblicati tra il 1975 ed il 1982. La volontà di utilizzare un timbro analogico viene ulteriormente accentuata dall’assenza di un’orchestra, presente invece in Fantasma, al posto della quale il gruppo ha preferito utilizzare sintetizzatori, minimoog, un mellotron e un organo Vox Continental, affiancati da strumenti più tradizionali quali pianoforte, chitarre elettriche e marimba. In L’amore e la violenza – Vol. 2 (2018) il gruppo continua il percorso tracciato col precedente disco, cioè si affida a strumentazioni elettroniche tipiche degli anni ’70 e ’80, compresi gli amplificatori; tuttavia si fa più massiccio rispetto al “Vol. 1”, l’utilizzo di chitarre elettriche e il contesto musicale del disco si fa più vicino al rock anche psichedelico in alcune tracce.

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Baustelle. (13 aprile 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 15 aprile 2018, 15:12 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Baustelle&oldid=96248147.

Dettagli

Inizio:
sabato 7 aprile 2018
Fine:
venerdì 27 aprile 2018
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Luogo

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