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Festival di Villa Arconati-FAR 2019

Festival di Villa Arconati-FAR 2019

1989-2019: un traguardo importante per la nuova edizione del Festival di Villa Arconati – FAR a Castellazzo di Bollate.
Un’edizione che fatalmente cercherà di sparigliare le carte differenziandosi dalle edizioni precedenti, con una proposta che punti ad assomigliare ad una ripartenza, sia per il cambio di sede – il Festival torna all’interno dei giardini della Villa lato Sud, quello storico che ne ospitò la maggior parte delle edizioni – che per le scelte artistiche.
Era necessario un cambio di passo: cercare in forme d’arte diverse, in altre musiche possibili, quel suo tratto distintivo, senza naturalmente dimenticare la qualità che da sempre motiva il legame con il suo affezionato pubblico e l’attenzione che esso dedica alla rassegna.
E allora, quindi, spazio all’ironia, alla sperimentazione elettronica, al teatro, alla ricerca.
Perché chi si ferma è perduto, e il Festival non si è mai fermato nel cercare nuove strade.

La prima novità è per l’apertura di Mercoledì 26 giugno. Ad inaugurare il Festival con uno spettacolo proposto ad ingresso gratuito (anche questa è una piccola novità) c’è Guido Catalano con il suo “Tu che non sei romantica summer tour”. Il sottotitolo parla di “dialoghi, parole e poesie amorose ad inarrivabile tasso di romanticismo” e, ovviamente, sarà molto alta anche la dose ad altrettanto inarrivabile tasso di ironia, solitamente presente negli show dell’artista torinese. Un reading in solitaria che si preannuncia, come sempre, unico ed irresistibile, una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia, e amore, ovviamente.
Ingresso gratuito con prenotazione a cultura@comune.bollate.mi.it

Un Festival che si apre alle contaminazioni non può non misurarsi con la nobiltà estrema che porta il nome dei progetti artistici che Laurie Anderson porterà sul palco Venerdì 5 luglio in un evento in collaborazione con Terraforma Festival.
Icona dell’intelligenza elettronica e della sperimentazione linguistica, Laurie Anderson è un’artista visiva, compositrice, musicista d’avanguardia, regista, poetessa urbana, femminista, nonché moglie del compianto Lou Reed e celebrità più atipica del pianeta.
Anderson, espressione vivente dell’arte interdisciplinare, presenta per la prima volta in italia “The language of the future”, una performance emozionante e imprevedibile che mescola narrazione (spoken word), musica (violino elettrico e orchestra digitale) e proiezione di video interattivi.
Fresca vincitrice del suo primo Grammy Award nella categoria musica da camera/small ensemble per l’album “Landfall” e indimenticabile autrice di quel brano ipnotico, virale, da classifica che fu “O Superman”, Laurie Anderson con il semplice atto dell’artista, con il magnetismo della sua presenza, può offrire al pubblico infinite direzioni estetiche e sfumature emotive.

Lunedì 8 luglio il Festival ospita un attore/narratore di semplice immediatezza e genialità: Ascanio Celestini, con il nuovo spettacolo “Storie comiche ferroviarie”.
Celestini è considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione.
I suoi spettacoli, preceduti da un approfondito lavoro di ricerca, hanno la forma di storie narrate in cui l’attore-autore assume il ruolo di filtro con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti della messa in scena.
Con questo nuovo spettacolo, tratto dalla sua recente pubblicazione “Barzellette” (2019), Celestini si concede un divertente intermezzo dedicato alle storielle da sempre create in ogni luogo del mondo, spesso con strutture e personaggi analoghi.
Ce le racconta in una cornice inaspettata, con la sapienza di un grande narratore, mettendole in fila come i vagoni di un treno.
Un vero e proprio mondo da esplorare per ricordarci che si può ridere di tutto e soprattutto di noi.
Uno humor tutt’altro che politicamente corretto, e per questo catartico: perché, come ci suggerisce il comico romano, le barzellette “ci danno la possibilità di prendere il peggio di noi e del mondo e di appropriarcene per smontarlo e conoscerlo: un’arma tolta di mano a un assassino e usata in maniera ridicola finisce per mostrare quanto siamo infami, ma anche quanto siamo liberi e deboli”.

Dopo le vertigini comiche di Celestini, il palco di Villa Arconati – FAR torna ad aprirsi alla musica Martedì 9 luglio con un concerto importante, quello dei Bowland.
Scoperto dal grande pubblico con l’edizione 2018 di X Factor, Bowland è un progetto musicale nato nel 2015 a Firenze da tre amici di liceo, Lei Low, Pejman e Saeed, conosciutisi a Teheran e successivamente trasferitisi in momenti diversi a Firenze per studiare.
La loro proposta musicale affonda la sue radici in quel filone della musica elettronica dove trovano spazio atmosfere fluttuanti, ma anche fonti sonore inusuali, arricchite da una presenza vocale eterea e da una base strumentale ricca di groove.
Nel 2017 è uscito il loro primo album, “Floating trip”, mentre nel 2018 hanno rapito il pubblico televisivo arrivando alla finale di “X factor” Italia grazie a una voce femminile suadente immersa in sonorità trip hop tra Portishead, Moloko, Archive.
A dicembre hanno pubblicato l’ep “Bubble of dreams”, con il nuovo singolo “Don’t stop me”.

Lo stile, la classe, l’eleganza e l’anima soul di Dee Dee Bridgewater saranno le protagoniste della serata di Mercoledì 17 luglio.
Nominata nel 1999 ambasciatrice dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle nazioni unite (FAO), Dee Dee è considerata una delle poche eredi delle grandi voci femminili del jazz.
Sposata al trombettista Cecil Bridgewater, ebbe la completa maturazione artistica e i primi grandi riconoscimenti a livello di critica e di pubblico dopo essersi trasferita in Francia all’inizio degli anni Ottanta, imponendosi come raffinata interprete di un vasto repertorio che spazia dagli standard alle tendenze più recenti, con un particolare apprezzamento per il suo modo di reinterpretare il repertorio di Billie Holiday, di cui proprio il 17 luglio ricorre l’anniversario della scomparsa, avvenuta nel 1959.
Il suo ultimo lavoro discografico è dedicato alla terra dove è nata, Memphis Tennessee, e raccoglie alcune strepitose versioni di classici come “I can’t stand the rain”, “Hound dog” e “Try a little tenderness”.
Evento in collaborazione con Bollate Jazz Meeting.

Il viaggio nelle musiche possibili dentro il Festival di Villa Arconati – FAR Martedì 23 luglio passa dall’Africa, più esattamente dal Benin, dove è nata Angelique Kidjo.
Cantante e artista tra le più influenti e importanti del continente africano – da molti è stata definita la vera erede di Miriam Makeba – la Kidjo è un’orgogliosa viaggiatrice della musica, e le sue due ultime esperienze musicali lo certificano appieno.
L’anno scorso ha rifatto completamente un album culto come “Remain in light” dei Talking Heads, dando un colpo di vernice afro ad un disco storico e trasformandolo in una festa per le orecchie e per l’anima.
Ad aprile di quest’anno è uscito poi “Celia”, album tributo a Celia Cruz, straordinaria cantante cubana che Angelique riprende con una classe e una energia eccezionali.
Saranno sicuramente questi due dischi a fare da base ad un concerto che chiuderà al meglio un’edizione fatta di contaminazioni e condivisioni, confermando come il Festival di Villa Arconati – FAR sia sempre stato un luogo aperto alle diversità, e questa importante edizione lo dimostra in pieno.

Sabato 22 giugno c’è in programma un’anteprima speciale del Festival presso il Cantun Sciatin a Bollate.
Si tratta di “Batik, African Suite” eseguita dalla Artchipel Orchestra e L’Orchestra di Via Padova, dirette da Ferdinando Faraò.
“Batik” è un progetto ispirato e dedicato interamente alla musica africana, e le scritture degli autori Faraò, Latronico e Mamone si incontreranno per dare vita ad un’unica partitura che vedrà i musicisti di entrambe le orchestre riuniti in un unico ensemble.
Artchipel Orchestra è per la critica jazz una delle orchestre più significative della scena attuale, più volte premiata al referendum top jazz come migliore formazione italiana.
L’Orchestra di Via Padova è uno dei più longevi e riusciti esempi di orchestre “sociali” presenti in Italia, per un esperimento che compie dieci anni di vita all’insegna della contaminazione e della multietnicità.

Data

26 Giu 2019

Ora

21:00
Categoria