Fabrizio De Andrè – Crêuza de mä (Live)


È la canzone d’apertura e dà il titolo all’undicesimo album registrato in studio da Fabrizio De André. La locuzione ligure “crêuza de mä” definisce un viottolo o mulattiera, talvolta fatto a scalinata, che abitualmente delimita i confini di proprietà privata e porta (come del resto fanno praticamente tutte le strade in Liguria) dall’interno verso il mare. La traduzione letterale è quindi “viottolo di mare” o, utilizzando un ligurismo, “crosa di mare”.
Il testo parla dei marinai che, tornati dal mare, poeticamente descritto come “un posto dove la Luna si mostra nuda” (non ombreggiata da colline, piante o case) e dove la notte ha puntato il coltello alla gola, vanno a mangiare alla taverna dell’Andrea, alla fontana dei colombi nella casa di pietra, e pensano a chi vi potrebbero trovare. Il pezzo è interamente in dialetto genovese (come l’intero album).

“Crêuza è stato il miracolo di un incontro simultaneo fra un linguaggio musicale e una lingua letteraria entrambi inventati. Ho usato la lingua del mare, un esperanto dove le parole hanno il ritmo della voga, del marinaio che tira le reti e spinge sui remi. Mi piacerebbe che Crêuza fosse il veicolo per far penetrare agli occhi dei genovesi (e non solo nei loro) suoni etnici che appartengono alla loro cultura.” 
(Fabrizio De André in un’intervista. )

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