Georges Brassens, artista ribelle, anticonformista ed anarchico


Georges Charles Brassens (Sète, 22 ottobre 1921 – Saint-Gély-du-Fesc, 29 ottobre 1981) è stato un cantautore, poeta e attore francese.
È considerato a livello internazionale come uno dei più grandi maestri della canzone d’autore.

A partire dal 1946 cominciò la sua collaborazione al Libertaire, rivista anarchica; simpatizzante di questi ideali, per tutta la vita Brassens esprimerà, con l’irriverenza delle sue canzoni, la sua volontà di lottare contro l’ipocrisia della società e le convenzioni sociali; nei suoi testi, prende posizione in favore degli emarginati, degli ultimi e contro ogni tipo d’autorità costituita. In particolare lungo tutto l’opera di Brassens ritroviamo una viva opposizione contro le figure del giudice e del poliziotto, coerentemente con le sue idee politiche: nel celebre brano Hécatombe, Brassens si immagina a tifare dalla sua finestra per le “massaie gendarmicide”, che si stanno battendo al mercato contro degli agenti venuti a sedare una rissa…

Nel 1967 ricevette il Premio di poesia dell’Académie française. Ormai era famoso, senza problemi economici; dichiara: «Ora ho sei case, due macchine, quattro letti, cinque gabinetti… e un culo soltanto»…

L’anno seguente, all’epoca degli avvenimenti politico-sociali del ’68, Brassens venne colpito da nuovi problemi renali: si trovava in un letto d’ospedale, dopo un’operazione di asportazione di calcoli, ma, ciononostante, appoggiò, anche se non direttamente, la causa dei rivoluzionari. Poco prima della sua morte, qualcuno gli chiese che cosa facesse durante le giornate del maggio ’68, perché non si fosse schierato pubblicamente; la sua risposta (“Soffrivo di coliche nefritiche”) venne interpretata come un’irriverenza tra le tante, ma rispecchiava la realtà; Brassens, senza che nessuno lo sapesse, affrontava la sua malattia in silenzio…

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tratto da “Georges Brassens. (30 luglio 2016). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 3 agosto 2016, 20:23 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Georges_Brassens&oldid=82321876”