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Il viaggio di conoscenza, la radiofonia e le tradizioni musicali locali nell'Italia del dopoguerra

Il viaggio di conoscenza, la radiofonia e le tradizioni musicali locali nell’Italia del dopoguerra


L’avventura del “viaggio di conoscenza” negli anni Cinquanta del secolo scorso, a partire da Alan Lomax e dal suo “viaggio in Italia” con Diego Carpitella, per seguire le tracce di altri grandi viaggiatori, anch’essi curiosi e incantati, nell’Europa di allora: Pier Paolo Pasolini, Guido Piovene, Patrick Leigh Fermor, Constantine Manos, Mario Soldati, Ernesto de Martino, Ingeborg Bachmann e Italo Calvino.
Tra la fine dei Quaranta e tutti i Cinquanta del secolo scorso, una parte rilevante del mondo intellettuale europeo e in parte anche americano si era messa in cammino, attraversando diverse regioni del Continente, con esiti e motivazioni multiformi: ripercorrere territori e paesaggi sconvolti dopo dittature e guerre, recuperarli a una consapevolezza condivisa e favorire il ricomporsi di comunità duramente lacerate se non del tutto disperse.

Con motivazioni simili nel panorama culturale italiano andava imponendosi un nuovo medium, la radio, che contribuì in quegli stessi anni ad alimentare la coscienza di una rinnovata identità nazionale, nella “nuova Italia” democratica e repubblicana ricostruita sulla consapevolezza delle numerose differenze locali.
Queste memorie ed esperienze potevano essere recuperate e integrate in uno scenario nuovo, secondo una fondamentale vocazione pedagogica, al fine di proiettarsi oltre le macerie d’intorno e gli orrori del passato.
Quasi a volersi emancipare dalle colpe maturate durante la dittatura, la radio sembra voler recuperare una maggiore sobrietà narrativa e un’attenzione progressivamente estesa alle comunità locali, con un rispetto delle differenze linguistiche e culturali ignorate e oppresse nel corso della ventennale tirannia.
All’interno del palinsesto irrompevano così vicende e imprese oggi quasi incredibili, contrassegnate dalla stretta integrazione con la ricerca e con la diffusione delle registrazioni effettuate sul terreno.

Tirata al traino da quei viaggi e da quelle rilevazioni, la nascente etnomusicologia italiana muoveva i suoi primi passi, impegnandosi in una più convincente definizione del proprio oggetto di studio e degli strumenti più appropriati per una sua adeguata valutazione critica.
Non a caso, del resto, i padri fondatori della moderna etnomusicologia italiana, da Ernesto De Martino a Roberto Leydi, da Giorgio Nataletti a Diego Carpitella, furono non solo grandi “viaggiatori” ma anche autori molto impegnati nel nuovo mezzo di comunicazione, al pari di Alan Lomax, arrivato dall’America per una ricognizione sulle nostre tradizioni musicali anche al fine di farne un programma per la BBC.

Questo è tutto ciò che Maurizio Agamennone racconta, a settant’anni di distanza, nel volume, “Viaggiando, per onde su onde. Il viaggio di conoscenza, la radiofonia e le tradizioni musicali locali nell’Italia del dopoguerra (1945-1960)“, Squilibri editore. Il libro (formato 15×21, pp. 200, collana “Studi e strumenti”) sarà disponibile da ottobre in libreria e su tutti gli store digitali.

Maurizio Agamennone insegna Etnomusicologia presso l’Università di Firenze.Per Squilibri ha pubblicato “Varco le soglie e vedo. Canto e devozioni confraternali nel Cilento antico”, “Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto De Martino (1959, 1960)”, “Musica e tradizione orale in Salento. Le registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella (1954)” e, assieme a Vincenzo Lombardi, “Musiche tradizionali del Molise. Le registrazioni di Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese (1954)”.

Maurizio Agamennone. Viaggiando, per onde su onde. Il viaggio di conoscenza, la radiofonia e le tradizioni musicali locali nell’Italia del dopoguerra (1945-1960)
Wolfgang's