JazzMi 2017

JazzMi 2017: oltre 150 eventi, film, mostre, incontri con gli artisti…


Torna JazzMi, il festival che porta il grande jazz a Milano, con oltre 150 eventi distribuiti tra il centro e i quartieri più periferici, ospitando nomi leggendari e giovani artisti e coinvolgendo tutte le realtà cittadine che producono jazz. Musica e tanto altro, libri, film, mostre, incontri con gli artisti, master class, narrazioni teatrali. JazzMi è uno sguardo caleidoscopico sull’universo del jazz attuale e sui diversi mondi che lo compongono.

Il programma

2 novembre ore 21.00 – Chicago Stompers feat. Lino Patruno
Milano, Spirit de Milan
Prima di Miles Davis, di Gil Evans e prima del cool jazz, prima degli esperimenti di George Russell, prima di Round Midnight c’era l’hot jazz, con sincopi, variazioni, picchi ritmici e improvvisazioni vertiginose. In Italia sono i Chicago Stompers la big band più giovane specializzata nel repertorio jazz dagli anni ’20 ai ’30. I loro arrangiamenti riproducono fedelmente quelli originali portando sul palco strumenti musicali inusuali e particolari. Tutti i musicisti sembrano perfettamente a loro agio con gli strumenti e gli abiti propri dell’epoca e creano uno spettacolo da vedere e da sentire. Tutto è studiato nei minimi particolari, dall’estetica degli artisti all’allestimento delle location, alle movenze degli artisti interpretati. Nel loro mondo la musica si gode a pieno e tutto questo diventa un modo per avvicinare al jazz anche i non appassionati del genere. La Band ha all’attivo quattro dischi prodotti dal 2003 di cui l’ultimo, Sing…It’s Good For You!, uscito proprio l’anno scorso. I Chicago Stompers sono nati nel 2002 e da subito l’idea è stata quella di creare un progetto che unisse l’intrattenimento ad una vera e propria opera filologica e da allora si sono esibiti in alcuni dei più prestigiosi jazz club della penisola e in moltissimi festival.

2 novembre ore 21.30 – Thumbscrew feat. Mary Halvorson
Milano, Masada
«Thumbscrew vuol dire un modo nuovo di concepire la free-improvisation» scrive il Jazz Time a proposito del trio formato da Mary Halvorson, Michael Formanek, Tomas Fujiwara. Il nome della formazione evoca un’ immagine alquanto insolita: Thumbscrew era, infatti, una forma di tortura medievale. Tuttavia la band invita l’ascoltatore d addentrarsi nei meandri di un avventuroso jazz da più di trent’anni.

3 novembre ore 20.00 – De La Soul
Milano, Alcatraz
Nel 1987, un trio formatosi a Long Island, NY, conosciuto col nome di De La Soul cambiava il paesaggio musicale dell’Hip Hop da come si conosceva. Da oltre vent’anni i De La Soul ci hanno sconvolto con le loro De La Songs, pieni di campionamenti ermetici, testi irragionevoli, commenti sulla condizione sociale, ritmi leggeri e rime rilassate. Si sono guadagnati il rispetto dentro e fuori la comunità hip hop con i loro contributi musicali al rap, jazz, funk, soul e a generi alternativi Le loro innovazioni musicali non solo hanno avuto il successo che meritavano e rispettate in tutto il mondo, ma hanno spianato la strada a molte crew alternative nel mondo del rap che sono venute dopo di loro. Oggi, i De La Soul continuano il loro tour mondiale durante il quale viene presentato il loro ultimo album in studio “And The Anonymous Nobody” pubblicato nel 2016 e nominato ai grammy awards.

3 novembre ore 22.30 – Electric Swing Circus
Milano, Base
L’Electric Swing Circus è una band di 6 componenti che fonde un succoso swing degli anni 20 con incalzanti electro beat. Prendendo inspirazione dallo swing e dal jazz degli anni 20, il suono esplosivo dell’Electric Swing Circus ripercorre le atmosphere del passato, reinventando il genere elettro-swing per un pubblico sempre più in espansione.
Il suono degli ESC è una potente combinazione di basso elettrico, campionamenti vintage, chitarre gypsy-jazz, tastiere e sintetizzatori sporchi, batteria e beat elettronici. Fronteggiata da una sfacciata ragazza con una doppia personalità e un’ampia varietà di stili vocali, l’ESC offre uno spettacolo sempre pieno di sorprese. Il loro album di debutto è disponibile ora su Ragtime Records.

4 novembre ore 21.00 – Stefano Bollani
Milano, Auditorium
Stefano Bollani sale sul palco per imparare ogni sera qualcosa e “perché è più conveniente che pagare uno psicanalista”. Cerca stimoli ovunque, in tutta la musica del passato ma soprattutto esplora il presente, l’ attimo, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Richard Galliano, Bill Frisell, Paul Motian, Chick Corea, Hamilton de Holanda.
Con lo stesso animo si insinua all’ interno di orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’ Orchestre National de Paris facendosi prendere per mano da direttori coraggiosi e entusiasti come Riccardo Chailly, Krjstian Jarvi, Daniel Harding.
Quando non suona, scrive libri o inventa spettacoli teatrali come Primo Piano, con la Banda Osiris o La regina Dada, ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso semi di ironia e sarcasmo per svariati anni dai microfoni di RadioRai3. In tv, dopo l’ esperienza alla corte di Renzo Arbore, si è lanciato per Rai3 in jam-session di parola e musica in due stagioni del suo Sostiene Bollani.

4 novembre ore 12.00 – Pino Ninfa e Enrico Pieranunzi
Milano, CRT Teatro dell’Arte
Tempo in posa è un progetto dedicato all’area mediterranea. Dalla Sicilia alla Libia passando per l’Italia e le sue coste fino alla Sardegna il viaggio ci porterà a incontrare le movimentate feste popolari, gli importanti siti archeologici, il mare, i festival jazz. Un modo per ritrovare gesti antichi in tempi moderni, per scoprire che il tempo è un alleato meraviglioso che non ha mai fretta, ma anzi permette alle cose di durare a lungo o svanire in un secondo.

4 novembre ore 22.30 – Sun Ra Arkestra
Milano, Santeria Social Club
SUN RA ARKESTRA directed by MARSHALL ALLEN
Sun Ra
Nel Jazz, l’unità poteva emergere anche quando le singole note sembravano in disordine e i ritmi sembravano inspiegabili. Il jazz richiedeva disciplina e precisione, ma anche una mente aperta. “Un sacco di cose che alcuni uomini fanno… provengono da qualche altra parte”, diceva Sun Ra, “o sono ispirati da qualcosa che non è di questo pianeta. E il jazz era sicuramente ispirato, perché non c’era qui prima”. Il Jazz era la strada per un’esperienza mistica, una specie di estasi razionale. Era la musica di altrove.
Sun Ra Arkestra
Sun Ra ha chiamato la sua band Arkestra, ensemble che è risultato andare ben oltre i limiti di una band. L’Arkestra è stato il grande Gesamtkunstwerk di Sun Ra, un lavoro a 360 gradi che ha reso possibile far attraversare i confini dell’arte e della vita a Sun Ra e ai suoi musicisti. Era la piccola utopia di Sun Ra. Il nome stesso Arkestra era un’allusione all’Arca dell’Alleanza. “A covenant of Arkestra”, ha affermato Sun Ra, “è come un servizio prescelto di Dio. Selezionando qualche persona. Arkestra ha ‘ra’ all’inizio e alla fine. Ra può essere scritto sia ‘Ar’ sia ‘Ra’ e su entrambe le estremità della parola diventa un’equazione: la prima e l’ultima sono uguali…. Nel mezzo c’è ‘kest’, che è uguale a ‘kist’, come in ‘Sunkist’… ho letto che in sanscrito ‘kist’ significa ‘luce del sole’. Per questo ho chiamato la mia orchestra ‘Arkestra’”.
Marshall Belford Allen
Allen ha assunto la carica di Arkestra Music Director nel 1995, a seguito della scomparsa di Sun Ra nel 1993 e di John Gilmore nel 1995. Marshall continua ad essere impegnato in studio, nella ricerca e nello sviluppo dei precetti musicali di Sun Ra, lanciando la Sun Ra Arkestra in una dimensione oltre quella della semplice band “fantasma”, scrivendo composizioni musicali di Sun Ra, oltre a comporre nuove musiche e arrangiamenti. Lavora senza sosta per mantenere viva la tradizione della grande band.

5 novembre ore 18.00 – Paolo Fresu
Milano, Hangar Bicocca
Nel periodo in cui l’Italia medioevale vede la nascita delle società comunali, assistiamo, in campo musicale, alla produzione di manoscritti innovativi da parte di importanti confraternite laiche. Cortona, straordinaria città medievale, ha conserva ancora oggi uno degli esempi più evidenti di produzione musicale paraliturgica che risale probabilmente al periodo compreso tra il 1270 e il 1290. Siamo di fronte al primo documento noto di volgare italiano posto in musica, un italiano organizzato in forme che richiamano origini lontane di tradizione araba e ispanica.
L’estetica, la ricerca, la divulgazione di repertori inerenti la lauda in lingua volgare duecentesca, ricoprono, ancora oggi, un grande interesse sia musicologico sia storico-sociale; condizioni singolari che raccontano con caparbietà una «rivoluzione» culturale che del Medioevo stesso è fondamento. Il Codice ci restituisce, dopo secoli, una possibile fotografia dell’epoca medioevale, un’immagine e un’estetica che ripropone uno spaccato della nostra storia e della storia della musica occidentale giunta fino ai nostri giorni come ricca eredità del passato. Fresu, con Altissima Luce, si propone di evocare un’atmosfera piena di significati sonori legati al simbolismo e dove la melodia è al servizio del testo che si serve della melodia stessa come amplificazione del significato esegetico. In questo audace progetto il trombettista è alla ricerca di un colore e di un paesaggio sonoro che gli è suggerita da passioni religiose di espressione popolare in un’atmosfera pura, semplice e molto comunicativa dove vi è uno stretto legame tra aspetto musicale e momento sociale sia esso sacro o profano.

5 novembre ore 12.00 – Gaetano Liguori
Milano, CRT Teatro dell’Arte
Uno dei più noti pianisti Italiani ripercorre le esperienze che hanno contraddistinto una generazione dall’amore per la musica alla passione per la politica, ai viaggi di solidarietà. Questo concerto è anche il racconto di un’esistenza dedicata all’impegno nella musica e alla ricerca costante di una spiritualità che, lontana da pregiudizi, ha saputo mettersi in discussione senza tradire i propri valori. Un concerto che racconta tra aneddoti, amori, incontri indimenticabili, l’avventura di una vita.

5 novembre ore 21.00 – Mulatu Astatke
Milano, Alcatraz
Mulatu Astatke, “uno dei più importanti musicisti Africani di sempre”, ha dato vita tra gli anni ’60 e ’70 al movimento denominato “Ethio-Jazz”. Il suo status di artista di “culto” si è rinnovato grazie al tributo resogli dal regista Jim Jarmusch con la colonna sonora del film “Broken Flowers” (2005) e al lavoro dell’etichetta francese “Buda Musique” che ha pubblicato un’intera serie dedicata a Mulatu e all’Ethio-Jazz. La sua musica senza tempo, straordinaria e incredibile, ha conquistato schiere di artisti contemporanei; nomi internazionali del calibro di Nas, Kanye West, Madlib, Criolo.

5 novembre ore 21.00 – Naturally 7
Milano, CRT Teatro dell’Arte
“L’arte di divenire uno strumento usando la voce per creare suoni”. Queste le parole che Roger Thomas, group leader dei Naturally 7, usa per descrivere il “Vocal Play”, stile che utilizza la voce per ricreare il suono di strumenti musicali. I sette non utilizzano alcuno strumento, ma la loro abilità nel beatboxing, la varietà delle loro armonie, la fantasia negli incastri, gli squarci di R’n’B, rimandano ad atmosfere ancestrali ed antifonali. Il gruppo ha ottenuto il successo internazionale con la cover, a cappella, del brano di Phil Collins “In the Air Tonight”, intitolato “FeelIt (In Air Tonight)”, che li ha resi popolari nelle hitlist americane ed europee. Il video del brano, girato in una metropolitana ha ricevuto più di quattro milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube. Nel gennaio 2009, i Naturally7 hanno pubblicato Wall of Sound, il loro quarto disco dal titolo assai allegorico, che contiene materiale estratto dai loro precedenti album e cinque inediti. Il futuro della boy band sembra più brillante che mai e ce lo conferma il successo degli ultimi tre anni.

6 novembre ore 21.00 – Nels Cline Lovers
Milano, CRT Teatro dell’Arte
Lo ricordiamo come membro dei Wilco dopo le stravaganti avventure che lo portarono a sperimentare quel jazz un po’ misterioso da film giallo. E’ stato inserito dalla rivista Rolling Stone fra i miglior 100 chitarristi di tutti i tempi e ne capirete facilmente il motivo. Torna in scena con un progetto che teneva chiuso nel cassetto da molti anni: mettere in fila uno dopo l’altro, secondo criteri puramente emotivi, diciotto brani connessi all’idea di Amore. Canzoni pescate da un elenco compilato, rivisto e corretto decine di volte, da Henry Mancini ai Sonic Youth, passando per Jerome Kern, Richard Rodgers, Victor Young e i meno scontati Jimmy Giuffre, Arto Lindsay e Annette Peacock. Verrebbe da credere che il portabandiera di una generazione di arrabbiati, sperimentatore di ogni oltranza musicale, si sia ammorbidito in maturità, se non fosse per le inconfondibili sciabolate della sua chitarra. Possiamo star tranquilli, come dice Tom Waits “Sono le melodie dolci a raccontare le cose più terribili” e Lovers non è una serenata per amori edulcorati, piuttosto è un notturnoriflessivo, lucido e consapevole.

7 novembre ore 21.00 – Donny Mc Caslin
Milano, CRT Teatro dell’Arte
McCaslin è conosciuto anche per la sua collaborazione e amicizia negli ultimi anni di vita di David Bowie, che ha incaricato il sassofonista di lavorare al suo ultimo album, Blackstar. «Era come un sogno, se non fosse qualcosa che non avrei mai potuto sognare».
In questa occasione il sassofonista incontra e dialoga con Gianluigi Ricuperati, saggiatore, scrittore e curatore che ha collaborato con le più importanti testae e case editrici italiane. Nel 1999 traduce The Wild Party, ma dovremo aspettare il 2006 perché venga pubblicato Fucked Up. Nel 2009 esce La tua vita in 30 comode rate. L’ultimo grande lavoro di Ricuperati viene pubblicato da Feltrinelli proprio quest’anno, La scomparsa di me.

8 novembre ore 21.00 – Chris Thile & Brad Mehldau
Milano, Teatro Dal Verme
Dopo aver registrato il tutto esaurito per due concerti in duo al Bowery Ballroom in “downtown Manhattan” nel dicembre del 2015, il pianista Brad Mehldau e il mandolinista Chris Thile filano agli Avatar Studios di Hell’s Kitchen, dove trascorrono insieme tre giorni di assoluta carica creativa.
Portarono il loro spettacolo dentro lo studio, dandosi all’esplorazione di composizioni originali e un’impressionante quantità di cover dallo stile eclettico. Il loro approccio come duo non era per niente ortodosso dimostrandosi entusiasmante nell’esecuzione, facendo uso solo di pianoforte e mandolino, insieme alla voce versatile ed espressiva di Thile (e su “Scarlet Town”, anche con l’intervento vocale di Mehldau).
Il risultato di quelle sessioni fu un brillante, spesso “freewheeling”, album doppio in studio, il primo lavoro congiunto registrato da questi due talenti disparati ma altrettanto formidabili. Come disse Nate Chinen, critico jazz del New York Times, dopo un concerto del 2013, “Chris Thile e Brad Mehldau provengono da diversi mondi, ma sono della stessa specie, e ciò che potrebbe sembrare improbabile nella loro unione viene eclissato da ciò che finisce di essere perfettamente naturale. Mr. Thile, il mandolinista/cantante con i Punch Brothers, è un pioniere del progressive-bluegrass; Il signor Mehldau è il pianista jazz più influente degli ultimi 20 anni “.

8 novembre ore 21.00 – Rob Mazurek & Jeff Parker
Milano, CRT Teatro dell’Arte
Rob Mazurek e Jeff Parker hanno cominciato a suonare insieme dal 1994, durante il workshop di Chicago Underground allo storico jazz club The Green Mill. Nel 2015 hanno festeggiato i loro vent’anni di collaborazione con il primo disco in duo “Some Jellyfish Live Forever”, pubblicato per Rogue Art. Il progetto discografico esplora il ricco vocabolario di questi due maestri nell’uso della melodia e della struttura, architettura del suono, linea e massa sonora.

9 novembre ore 21.00 – Laura Mvula
Milano, Alcatraz
La cantautrice Inglese, vincitrice di due MOBO award e due volte candidata al Mercury Prize, Laura Mvula cresce a Birmingham, inizia a cantare in chiesa per poi unirsi al gruppo acappella femminile “Black Voices”.
Nel 2008 formava i Judyshouse, gruppo di voci jazz/neo- soul molto talentuose, per il quale componeva e arrangiava tutte le parti. Mvula ha anche diretto diversi cori. È laureata al Conservatorio di Birmingham e specializzata in composizione.

9 novembre ore 21.00 – Banda Magda
Milano, La Salumeria della Musica

10 novembre ore 19.30 e 21.30 – Eve Risser & Novarajazz Collective – ANNULLATI
Milano, Mare Culturale Urbano
Pianista e compositrice francese, Eve Risser è uno dei talenti più cristallini della nuova scena jazz europea. Dal 2009 al 2013 è stata la pianista della Orchestre Nationale de Jazz diretta da Daniel Yvinec, suona pianoforte e cembalo elettrico in diverse formazioni, in solo, nel duo Désordre e nel trio En Corps. Per la prima volta in Italia, su invito di Novara Jazz e del padiglione di Xavier Veilhan alla Biennale di Venezia, partecipa ad una produzione congiunta tra NovaraJazz, Mare e JAZZMI, ospite di un collettivo che eseguirà le sue musiche dal vivo dopo una residenza di una settimana presso Mare Culturale Urbano.

10 novembre ore 21.00 – Chilly Gonzales & Kaiser Quartett
Milano, Conservatorio di Milano Sala Verdi
Dopo il trionfale concerto d’apertura a Piano City Milano 2017, torna lo strabiliante talento di Jason Beck, alias Chilly Gonzales. Il pianista, compositore, songwriter, ma anche produttore, rapper e brillante saggista, per la prima volta suona in Italia insieme al Kaiser Quartett, il quartetto d’archi di Amburgo con cui ha registrato il suo album più conformista, nel senso di meno anticonformista. Stando alle recensioni inglesi e americane, il concerto è un’entusiasmante lezione sulla musica, oltre che un’esperienza d’ascolto piena e sorprendente. Che tragga ispirazione da un repertorio quasi classico, dal pop più commerciale, dai jingle pubblicitari, dal funk o dall’hip-hop, la musica di Chilly Gonzales incanta, educa, diverte con l’intelligenza di un genio benevolo.

10 novembre ore 21.00 – XamVolo + Gianluca Petrella
Milano, CRT Teatro dell’Arte
All’età di 22 anni, XamVolo è molto più grande di quanto si possa immaginare; un vero artista che ha il controllo su ogni elemento che compone la sua musica definita da lui stesso, “a messy mind over raw, dark jazz grooves”.
Nato a Londra, ma residente a Liverpool dal 2012, Xam ha pervaso la scena musicale nazionale con il suo enigmatico e singolare stile Jazz e Soul allo stesso tempo. Sin dall’inizio, il suo suono è stato naturalmente conquistato da figure importanti del industria musicale come Huw Stephens, Annie Mac, Gilles Peterson, Mistajam e Julie Adenuga, ma anche da piattaforme online come Notion Magazine e Complex. Nel Settembre del 2016, il prodigio inglese pubblica il suo primo EP ufficiale dal titolo “Chirality”, scritto e prodotto interamente da lui, dimostrando un livello di maturità musicale e fiducia con la sua miscela eclettica di Jazz e Soul che riporta alla mente mostri contemporanei come Anderson Paak e Hiatus Kaiyote. Nell’EP è incluso anche il singolo di successo ‘Runner’s High’ and ‘Down’.
Gianluca Petrella (Cosmic Renaissance) è uno dei più dotati trombonisti contemporanei. La sua carriera, iniziata vent’anni fa, lo ha condotto a collaborare con artisti italiani e internazionali quali Steve Swallow, Enrico Rava, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Giovanni Guidi e la Sun Ra Arkestra. È attivo anche in territori extra-jazzistici, soprattutto in progetti legati all’elettronica e alla danza

11 novembre ore 22.00 – Makaya McCraven
Milano, Arci Biko
Figlio di Stephen McCraven, già batterista per Archie Sheep e Agnes Zsigmondi, folk singer di origine ungherese, Makaya McCraven è un batterista e un sanguigno sperimentatore d’ambito jazz, residente a Chicago. Apparso come collaboratore e strumentista in molti dischi pop, rock e hip-hop, McCraven ha trovato in In The Moment, l’album figlio di una residenza annuale in un club della città, la sua naturale evoluzione: materia musicale ibrida, flow afono di matrice hip-hop, tutto groove e circolarità di frasi, una tensione improvvisativa sempre controllata come una composizione, ma aperta e imprevedibile.

11 novembre ore 23.00 – Mauro Ottolini and Sousaphonix
Milano, CRT Teatro dell’Arte
Nel 1925, Buster Keaton diresse e recitò da par suo Seven Chances, film muto basato su una commedia di Broadway. Le prime scene furono girate con un technicolor sperimentale, poi non utilizzato nella versione finale. A distanza di novant’anni, Mauro Ottolini con il suo ensemble Sousaphonix è riuscito non solo a musicarlo, ma anche a farcene vedere tutti i colori. Una ricerca accurata sul ragtime e sul primo jazz e il ritrovamento di materiale inedito negli archivi della Colorado Library e di Robert Darch stanno a fondamento di questo concerto in technicolor che accompagna la proiezione del film. Ironia, fantasia, improvvisazione collettiva, arrangiamenti raffinatissimi, una musica che muove le lacrime del riso come le gesta del grande Buster.

12 novembre ore 15.00 – Franco D’Andrea
Milano, CRT Teatro dell’Arte
JAZZMI ha commissionato al grandissimo pianista Franco D’Andrea uno speciale e non ortodosso tributo al Dixieland, in occasione del centenario della prima registrazione discografica della Storia del jazz avvenuta nel 1917 a opera della Original Dixieland Jazz Band di New Orleans e di cui facevano parte due musicisti di origini italiane: il cornettista Nick La Rocca ed il batterista Tony Sbarbaro. Con Franco D’Andrea si esibiranno l’acrobatico batterista olandese Han Bennink, Daniele D’Agaro al clarinetto e Mauro Ottolini al trombone.

12 novembre ore 19.00 – Harold Lopez-Nussa
Milano, CRT Teatro dell’Arte
Harold Lopez-Nussa è nato e cresciuto all’Avana dove ha respirato, come se non bastasse l’aria di una famiglia tutta di musicisti, quel “sabor cubano” che dà un tocco distintivo a ogni cosa. Harold ha fatto studi classici presso il Conservatorio dell’Avana, ha frequentato “come un dono del cielo” i grandi del Buena Vista, ha suonato tre anni con Omara Portuondo, e alla fine ha scelto il jazz come suo campo d’azione, musica che suona alla perfezione, con swing e ricchezza di sfumature. Ma le radici si sentono sempre. Se c’è qualcosa che il lungo embargo americano ha ottenuto, è di averle preservate intatte nel tempo e immediatamente riconoscibili.

12 novembre ore 21.00 – Jan Garbarek Feat. Trilok Gurtu
Milano, Conservatorio di Milano Sala Verdi
“La voce umana è il mio ideale”, dice Jan Garbarek e non c’è sassofonista che sia arrivato così vicino a questo ideale come il musicista Norvegese. È il contrasto tra la lirica, la poesia, la semplicità e l’intensità della libera improvvisazione con altri musicisti, che fa l’arte di Jan Garbarek.
Gli artisti che lo accompagnano contribuiscono al suo stile: al pianoforte il compagno di lunga data Rainer Brüninghaus, Trilok Gurtu, l’indiano batterista scatenato alle Percussioni e il brasiliano Yuri Daniel al basso. Garbarek è un circumnavigatore musicale del mondo che riesce a catturare tutti i venti. Chiunque abbia l’opportunità di ascoltarlo riesce a sentire da cosa viene influenzato o a cosa s’inspiri, ma soprattutto da dove derivi la forza per far uscire quel tipo di suono.

12 novembre ore 21.30 – Abraham Inc.feat. David Krakauer, Fred Wesley & SoCalled
Milano, Base
Fred Wesley, uno dei più apprezzati turnisti di James Brown ha dato vita ad un bellissimo spettacolo, affiancato da due straordinari musicisti di origine ebraica, il clarinettista David Krakauer ed il rapper canadese SoCalled. Questo sorprendente ibrido di klezmer, funk e hip-hop è stato accolto alla sua prima da una folla entusiasta; giovani e adulti di ogni etnia ed età hanno ballato gioiosamente o come se fossero ad un matrimonio ebraico-afro-americano.

12 novembre ore 21.00 – Francesco Bearzatti Tinissima Quartet
Milano, CRT Teatro dell’Arte