Nana Mouskouri, la sacerdotessa dell’Easy Listening


A vederla con i suoi grandi occhialoni inconfondibili (un marchio registrato e depositato a suo nome), le gonne lunghe fino ai piedi e la pettinatura che incornicia un volto pallidino, non si direbbe che Nana Mouskouri è una che ha azzeccato tutte le mosse della sua carriera di cantante.
Ha girato il mondo in lungo e in largo e, negli oltre cinquantanni che ha dedicato ai palcoscenici, ha venduto più di 200 milioni di dischi.
Il suo segreto? Una voce cristallina e la quasi maniacale fedeltà alla sua immagine iniziale.
Così era al suo debutto alla Radio di Atene, nel 1956, così è anche ora. Certo, gli anni sono passati anche per lei, ma a ben vedere nasce il dubbio che abbia scovato da qualche parte, in uno dei posti che ha visitato, una pozione miracolosa che, di certo, mantiene immutate le sue capacità e qualità canore.
La sua voce è un dono di natura ma è anche un prezioso “errore” della natura. Nana ha una assimmetria congenita alle corde vocali che non le permette di usarle contemporaneamente. In effetti canta con quella incredibile estensione acuta proprio perchè usa solo una corda vocale. Un “difetto” che le ha permesso di modulare la voce in modo molto particolare, consentendole di interpretare canzoni malinconiche, melodiche, nostalgiche e molto sentimentali con quel trasporto che questo tipo di brani richiedono. Chi l’ascolta si emoziona perchè è come se anche lei cantasse emozionata.
Una storia che parte dall’isola di Creta dove Nana nasce, approda ad Atene dove con la famiglia trasloca e qui mette assieme due episodi che segneranno il suo destino: la frequentazione al Conservatorio di Atene e la rapida espulsione dalla scuola perchè “beccata” a interpretare musica jazz nei locali della capitale greca.
Che ci sia uno sguardo rivoluzionario sotto quegli occhialoni?

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