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Paesaggi tra i solchi. La Mostra di copertine di LP

Paesaggi tra i solchi. La Mostra di copertine di LP


Il ’68, ma i prodromi si avvertono dalla fine degli anni ’50, ha aggregato movimenti di massa eterogenei e internazionali, formatisi spesso in modo spontaneo, con una carica di contestazione sociale contro il conformismo, il potere costituito, la morale corrente e il sistema di produzione capitalista.
Si è espresso in molteplici forme, modificando l’atteggiamento politico di giovani, intellettuali e classi minoritarie, proponendo una nuova visione del mondo e della vita.
La rivendicazione di libertà di espressione, la contestazione della burocrazia politica e del perbenismo, la ricerca di un nuovo stile di vita ha generato un atteggiamento nuovo in tutte le discipline artistiche.
La voglia di scardinare l’industria culturale omologata che aveva reso merce rassicurante musica, letteratura, teatro, cinema e arti visive, ha portato a una nuova espressione dell’arte che si adatta alla nuova visione.
Il travaso da una cultura all’altra, da una disciplina artistica all’altra, era funzionale a un incisivo messaggio di contestazione.
John Cage in un’intervista disse che ‘i dischi rovinano il paesaggio’, ma nel caso della ‘popular music’ e delle avanguardie jazz, che rifiutavano il corporativismo dell’industria musicale, il disco diventava un progetto interdisciplinare autonomo e completo.
Lo studio della copertina era parte integrante del discorso, dalla quale non si poteva prescindere per fruire dei contenuti, non più solo musicali ma espressione di una nuova controcultura a tutto tondo.
Il prodotto finale non è un oggetto per riprodurre musica contenuto in un elegante, rassicurante e attraente contenitore con il solo fine di indurti all’acquisto, ma un progetto multimediale che per essere compreso e goduto chiede attenzione in tutto l’insieme di linguaggi usati e proposti: fotografia, poesia, grafica, pittura.
Vi partecipano fotografi, pittori, poeti, che spesso hanno la stessa importanza dei musicisti e i contenuti tutt’altro che rassicuranti e borghesi, esplorano tutte le inquietudini di quelle generazioni.
Sono multipli d’arte multimediale che creano una nuova estetica e una nuova fruizione.
L’idea è questa mostra delle copertine di Lp che hanno segnato la storia artistico-visiva della musica e della contestazione, vedendone la parabola espressiva dai prodromi dei primi anni ’60, fino alla capitolazione all’industria discografica della fine ’70 che si riappropria di tutti i contenuti.
Per dire: nel ’67 uscì il disco dei Velvet Underground con copertina fatta da Andy Wharol.
Un gruppo prog italiano che si definì ‘Le stelle di Schifano’ con copertine di Schifano.
Poi le copertine dei Pink Floyd fatte dallo studio Hipgnosis, che sono tutto meno che rassicuranti, le ironiche e dissacranti copertine di Art Kane per i Beatles.
Mentre nel Jazz non corporativo, quello più politicizzato, ha usato per copertine dipinti dell’Action Painting.
E ancora Salvador Dalì, Rauschemberg, Pistoletto, Lichtenstein.
Poi la grafica rivoluzionaria del Free Jazz tedesco e inglese.
Insomma, un’incredibile mole di materiali per sociologi, storici e intellettuali per una moderna storia sociale e culturale della nostra epoca.
Tutto è lì, basta volerlo vedere, come hanno fatto Frith, Chambers, Gilroy, producendo una critica non ideologica ed estetizzante del Beat, del Folk, del Rock e del Jazz.
Come disse Adorno nel suo divertente saggio ‘Long Play’, i dischi sono delle fotografie di chi le possiede: volendo essere lusinghieri sono delle ideologie”.
Ugo Buizza, Rinaldo Capra, Piero Tarantola, Sergio Zappavigna


Paesaggi tra i solchi
Inizio: sabato 2 Marzo 2019
Fine: domenica 31 Marzo 2019
Luogo: SPAZIO AREF, Piazza Loggia, 11/f Brescia, 25121 Italia
Telefono: 030 3752369
Sito web: aref-brescia.it

Sabato 16 marzo alle ore 18. 00 presso SpazioAref si tiene la conferenza dal titolo L’evoluzione della copertina del Long playng: da contenitore a parte integrante del progetto artistico. In particolare Rinaldo Capra interviene sul tema Art Beats: New Thing And Electric Jazz, Piero Tarantola presenta Sgt. Pepper copertine di carta marrone, e Ugo Buizza si occupa di Visions of Bob. Gli interventi sono coordinati dalle immagini di Sergio Zappavigna. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria.
Durante tutto il periodo dell’esposizione, nei giorni di sabato e domenica alle ore 16. 30, i quattro curatori propongono al pubblico alcune visite guidate per illustrare gli aspetti peculiari e caratteristici delle cover in mostra, veri e propri capolavori dell’arte grafica e figurativa dalla metà degli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, relative ai generi musicali in voga in quegli anni come il Rock, il Pop e il Jazz.