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Pensatevi liberi. La Mostra su Bologna Rock 1979

Pensatevi liberi. La Mostra su Bologna Rock 1979


La Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, spazio dedicato alla riscoperta di alcuni degli episodi culturali più stimolanti e innovativi originati in ambito bolognese e regionale, prosegue la sua attività espositiva con “Pensatevi liberi. Bologna Rock 1979”, mostra dedicata all’evento musicale che radunò più di seimila persone al Palasport di Bologna il 2 aprile del 1979.
Bologna Rock può essere considerato il simbolo di una stagione non esclusivamente musicale ma anche sociale, culturale, politica che ha lasciato il segno nella storia della città e dell’Italia tutta, su cui il focus espositivo, a cura di Oderso Rubini e Anna Persiani, vuole costruire un’indagine approfondita.

Al di là del festival in sé, organizzato da Harpo’s Bazaar, che registrò la partecipazione di gruppi punk, rock demenziale e new wave della scena bolognese dell’epoca, quali Skiantos, Wind Open, Luti Chroma, Gaznevada, Bieki, Naphta, Confusional Quartet, Rusk und Brusk, Frigos, Cheaters e del cantante blues statunitense Andy J. Forest con la band The Strumblers, la mostra si propone come una rilettura storica di questo momento in seguito percepito come epocale, una riappropriazione antropologica capace di evidenziare quegli elementi caratterizzanti che hanno contribuito alla nascita e alla crescita del ruolo socio-politico di Bologna tra il 1971 e il 1985 nella storia della cultura italiana e non solo.
Tramite immagini, video, LP in vinile, documenti, fumetti, materiali visivi e grafici, strumentazioni dell’epoca e pubblicazioni indipendenti vengono messe in evidenza le connessioni e la ricchezza di contaminazioni che hanno caratterizzato una stagione di grande fermento: musica, video, arte, fumetti, grafica, comunicazione e politica si sono intersecate in una maniera istintiva, innovativa, forse casuale, determinando un processo creativo irripetibile con quelle modalità.

Se la mostra che l’ha preceduta – No, Oreste, No! Diari da un archivio impossibile – ha ricostruito la capacità di fare rete tra artisti contemporanei in maniera fluida e libera dagli schemi, Pensatevi liberi.
Bologna Rock 1979 è a sua volta testimonianza, lontana da intenti celebrativi, sebbene quest’anno sia il quarantesimo dal concerto, di un network anticipatore dei tempi, secondo le parole di Oderso Rubini “una felice ibridazione di menti”.
Scrive il curatore “Non eravamo predisposti a un qualunquismo di comodo perché avevamo acquisito la consapevolezza dell’autodeterminazione, del senso di sé e di un modo di vivere non omologabile.
E qui non interessano gli esercizi di memoria, l’evocazione di sentimenti nostalgici, ma la riflessione sul rapporto tra creatività e consumo, tra arte e mercato, per dare un senso all’esistenza e all’arte come metalinguaggio fuori dal tempo che ti mette in contatto con gli altri per ri/costruire, attraverso il potere evocativo delle immagini e dei suoni, un gioco partecipativo e ludico con il quale ri/aprire i canali di comunicazione con le nuove generazioni”.

I visitatori possono percorrere lo spazio della Project Room muovendosi tra un centinaio di vinili, fanzine originali quali Harpo’s, A/traverso, Svacco, Punkreas, Musique Mecanique, The Great Complotto, poster, cassette audio, una selezione di fotografie di – tra gli altri – Enrico Scuro, Roberto Vatalaro, Nadir e Carlo Coppitz, comunicati e rassegne stampa, amplificatori, mixer e sintetizzatori, fino ad arrivare a un trenino Rivarossi, a una macchina da scrivere IBM e a un mappamondo gonfiabile.
Questi materiali si mescolano a opere quali il ritratto di Freak Antoni realizzato da Piero Manai, disegni e collage originali di Traumfabrik (Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Giampietro Huber, Giorgio Lavagna), il dipinto Tuxedomoon di Alessandra Alma Masi, tavole originali di Giorgio Carpinteri tratte da Mumble Rumble e di Nicola Corona da Rinascimento Urbano.
Flavio Kampah ha realizzato un’opera di grandi dimensioni (3, 5 metri di lunghezza) rielaborando immagini del concerto Bologna Rock 1979.
Un percorso espositivo che vuole dar conto di come artisti diversi tra loro siano stati accomunati dal lavorare in totale libertà, low-fi, come sottocultura che produce cultura.

Una timeline corre sulle quattro pareti della sala proponendo una selezione di avvenimenti che hanno segnato la storia di Bologna in quegli anni: dalla nascita del DAMS all’apertura della Galleria d’Arte Moderna con le diverse edizioni della Settimana Internazionale della Performance, dalle trasmissioni di Radio Alice alla Traumfabrik, all’apertura del negozio Disco d’Oro, fino alle performance teatrali del Living Theatre, i Nuovi Nuovi di Francesca Alinovi e Renato Barilli, il Treno di John Cage, le mostre alla Galleria Neon, Bologna Rock e il grande concerto di Patti Smith, comprendendo anche eventi tragici come la morte di Francesco Lorusso, la Strage di Ustica e quella della Stazione.
Gli eventi locali si mescolano a quelli storici, politici, culturali e di costume, nazionali e internazionali, che segnano il periodo: la nascita di Apple Computer, la fine del monopolio Rai sull’informazione e le radio libere, il rapimento di Aldo Moro da parte delle BR, la creazione del videogioco Space Invaders, l’uscita di Blade Runner.

Hanno contribuito alla realizzazione del progetto: Vitruvium Virtual Museum per la parte relativa alla Realtà aumentata; Gallery16 che ospiterà focus (Roberto Vatalaro, Enrico Scuro e le fanzines) e serate a tema; Goodfellas per la realizzazione del catalogo/libro della mostra e di alcune ristampe discografiche su vinile; Expanded Music per i materiali forniti.

Pensatevi liberi – Bologna Rock 1979
a cura di Oderso Rubini, Anna Persiani

Giovedì 16 Maggio 2019 Domenica 29 Settembre 2019
Inaugurazione: giovedì 16 maggio alle ore 19:30 con un live set di Samon Takahashi ad ingresso libero.

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni, 14
Bologna
mambo-bologna.org