I Wallace Collection, il pop rock belga è senza frontiere

I Wallace Collection, il pop rock belga è senza frontiere


E’ il 1968, il mondo giovanile è in fermento. A Parigi si vivono i segnali di un imperante bisogno di cambiamento, le barricate e gli scontri con la polizia coinvolgono studenti, operai. Presto il fenomeno dilaga non senza toccare e modificare usi, costumi e ritmi dei giovani.
In Belgio, sempre erroneamente considerato estensione “provinciale” delle mode francesi, la rivolta arriva attutita dalla distanza e da stili di vita e di pensiero che solo ritardano un po’ la presa di coscienza dei ragazzi.
E’ in questa atmosfera, forse presi dalla necessità di cogliere immediatamente i cambiamenti, che si formano i Wallace Collection e per farlo, espatriano in Inghilterra.
Prendono il nome dal Museo che si trova a Manchester Square a Londra. Il “Wallace”, che tra l’altro accoglie le opere di Rubens, Tiziano, Van Dyck, e Canaletto, si trova proprio a pochi passi dalla sede della EMI, la casa discografica che punta su questi giovani belgi che propongono un pop rock suonato con virtuosimi e professionalità all’epoca poco comune.
Il loro periodo di maggior successo si colloca tra la fine degli anni ’60 e la prima metà dei ’70.
Un breve periodo, è vero, ma ricco di chicche che anche l’Italia ha avuto modo di apprezzare: nel 1971 li vediamo sul palco del Festival di Sanremo. Non si piazzano molto bene. Arrivano si in finale ma, colpa anche di un pezzo non proprio azzeccato (il brano “Il sorriso, il paradiso” eseguito in coppia con Sergio Menegale) ma all’ultimo posto dei finalisti.
Di loro ricordiamo meglio “Daydream” e “Fly Me to the Earth”, pezzi di notevole bravura ed entrati nelle hit di mezzo mondo.
Sull’onda del successo, nel 1970 viene loro affidata l’esecuzione della colonna sonora del film “La Maison” (“La casa”), un film francese di Gérard Brach.
Protagonista un ex-professore di Storia Naturale che, ormai in pensione e dedito ad una vita riservata in compagnia di Pascal, suo fedele servitore, vede la sua vita messa a soqquadro dall’arrivo di un giovane studente americano.
La bravura dei Wallace Collection a sottolineare musicalmente tutte le scene è racchiusa in un LP quasi introvabile: “Wallace Collection – Soundtrack from the film La Maison“.
Da ascoltare con le orecchie rivolte alle casse, la mente a ritroso in quegli anni e gli occhi chiusi per meglio recepire suoni e armonie che riescono a mantenere, ancora oggi, la loro forza.